La cinciarella: una tavolozza di colori

Secondo una credenza popolare una giovane nubile sposerà un uomo felice se il giorno di San Valentino avvista una cinciarella prima di ogni altro uccelletto.

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E la macchia pareva un alveare, piena di frulli e di ronzii. Ma ella sentiva anche un frugare, uno sfrascare, un camminare. Chi sarà? Ma in quella che riguardava tra un cespuglio raro, improvvisa cantò la cinciarella” così Giovanni Pascoli ne La notte descrive questo uccellino di appena 11 centimetri. Il suo canto che alcuni poeti paragonano a un flauto e i suoi colori vivaci la rendono protagonista di una credenza popolare secondo cui ogni ragazza sposerà un uomo felice se il giorno di San Valentino ne avvista una prima di ogni altro uccelletto.

Credenze a parte, la cinciarella è un vero spettacolo per gli occhi, “uno straordinario mosaico di colori”, spiega Daniela Rustichelli della sezione carpigiana della Lipu. “Il dorso è verdastro, coda, ali e capo sono di un celeste sfumato mentre il vertice della testolina è bordato di bianco. Le guance sono bianche, così come la fronte e la nuca. La parte inferiore del corpo è di un giallo intenso che si accende ulteriormente nel periodo riproduttivo. La Cinciarella ha poi una sorta di mascherina che dalla sommità del capo diventa blu e con una striatura nera che da sotto alla gola contorna le guance e va sul retro con una barra sull’occhio. Sembra un trucco elaborato”.

Questi “frivoli folletti”, come li chiamava lo scrittore William Wordsworth, in primavera   trascorrono la maggior parte del tempo a scovare insetti, bruchi, afidi, moscerini e ragni annidati nelle più piccole fessure. “Agilissime nel volo non è raro vederle capovolte mentre acrobaticamente cercano cibo persino nella parte inferiore delle foglie”. In inverno non disdegna bacche e frutti succosi e zuccherini e frequenta le mangiatoie nonostante lì, “il diritto alla prima beccata sia sempre riservato alle più grandi cinciallegre”. D’inverno questi uccellini diventano gregari e solitamente stringono un’alleanza coi piccoli codibugnoli, comunità poi abbandonata a primavera quando si formano le coppie.

“Scansata dalle cinciallegre per la nidificazione, la cinciarella si accontenta delle fessure dietro le grondaie ma abbiamo trovato un nido persino in una crepa di una lapide di una tomba storica nel cimitero di Carpi. Chi volesse mettere un nido artificiale nel proprio giardino, sappia che il forellino di ingresso dev’essere di appena 28 millimetri altrimenti il rischio è che glielo soffi la cinciallegra”, spiega Rustichelli.

Dalla finestra della propria casa è possibile fare birdwatching: “ogni giorno questi amici preziosi vengono a trovarci e a farci compagnia, basta rifornire le mangiatoie artificiali e quelle naturali (ovvero mantenendo in giardino alberi e siepi di specie diverse per favorire tutta la catena alimentare)”, sorride Daniela. In questo modo la natura busserà alla nostra porta ogni giorno.

Jessica Bianchi