Dalla rassegnazione alla desertificazione il passo è breve

Il Comune di Carpi stanzia 600mila euro per sostenere gli esercizi sofferenti attraverso un processo di defiscalizzazione come già fatto in occasione della prima ondata epidemica. “La nostra volontà - ha spiegato il sindaco Alberto Bellelli - è quella di moltiplicare le azioni messe in campo dallo Stato”.

0
805

In tanti si erano prenotati per parlare delle difficoltà che il settore della ristorazione sta attraversando ma all’appello del sindaco Alberto Bellelli in occasione dell’assemblea pubblica virtuale di ieri sera, martedì 3 novembre, hanno dato forfait.

Una latitanza che, come ha ben riassunto Wainer Pacchioni, presidente Confesercenti Terre d’Argine, è il segno di una crescente “rassegnazione tra baristi e ristoratori. Se in occasione del primo lockdown si registrava una voglia generalizzata di rimboccarsi le maniche e ricominciare, oggi, al contrario, c’è stanchezza. Restiamo vicino a queste famiglie – ha concluso – perché il rischio, una volta usciti da questa pandemia, è quello della desertificazione”.

Il sindaco da parte sua ha ribadito il massimo impegno per “cercare delle soluzioni nel breve, medio e lungo periodo” e anche se le decisioni tagliano fuori gli “enti locali, manterremo vivo il dialogo con le tutte forze cittadine”. Il Comune di Carpi stanzia “600mila euro per poter dare una mano agli esercizi sofferenti attraverso un processo di defiscalizzazione come già fatto in occasione della prima ondata epidemica. Strumenti che metteremo in campo dopo esserci confrontati con le associazioni di categoria”.

Risorse che andranno a sommarsi a quelle previste dal nuovo Decreto Ristori: “la nostra volontà – ha concluso Alberto Bellelli – è quella di moltiplicare le azioni messe in campo dallo Stato perché se nessuna scorciatoia è praticabile quando si parla di salute delle persone è altrettanto doveroso sostenere chi patisce chiusure e limitazioni”.

Ristori che, aggiunge il direttore di Confcommercio Modena, Andrea Baraldi, “sono ben lontani dall’essere dei risarcimenti ma capiamo che questi ultimi sarebbero impossibili, un pozzo senza fondo”.

Certo è che nelle prossime settimane sarà fondamentale, rilancia Massimiliano Siligardi di Confesercenti, “capire cosa il Governo avrà lasciato lungo la strada e cercare di recuperarlo a livello locale”.

Un impegno ribadito anche dal vice sindaco Stefania Gasparini: “faremo tutto il possibile per aggiungere risorse ai ristori stabiliti da Governo e Regione (10 i milioni annunciati dal presidente Stefano Bonaccini). Velocità e modalità di erogazione saranno essenziali: certi errori del primo lockdown, legati a una burocrazia farraginosa che non sta al passo delle persone, non dovranno ripetersi”.

Tra gli esercenti presenti all’assemblea anche Marco Di Nardo, titolare di Nonno Pep, “questo – ha commentato – è un momento difficile per tutti, ci troviamo di fronte a una situazione del tutto inedita e, dall’alto al basso, ciascuno deve dare dimostrazione di grande unità e presa coscienza. Non serve essere né allarmisti né negazionisti, ma è necessario riconoscere che esiste prima un grave problema di salute e poi uno di carattere economico. I locali a Carpi sono spesso di piccole dimensioni, obiettivamente l’inverno è perduto poiché non credo che da qui a gennaio, febbraio le cose cambieranno in modo significativo. Pertanto occorre già ragionare sulla primavera – estate 2021. Il mio appello al Comune è dunque quello di sostenerci nuovamente, agevolandoci con la possibilità di allargare i nostri spazi esterni. E’ l’unica cosa che mi sento di chiedere: mai abbattersi”.

E se il titolare del Cartizze, ha ribadito l’importanza di poter allestire “dehor allargati in vista della primavera”, conscio che la stagione invernale è ormai perduta, il proprietario del bar di fianco all’Eurospin, dopo aver spiegato quanto “sia difficile far rispettare le regole a certi avventori, come i clienti siano molto spaventati e come il lavoro abbia registrato una forte battuta d’arresto” ha espresso “piena fiducia” nell’Amministrazione. “Siamo nelle vostre mani – ha concluso – non ho nulla da chiedere se non di venirci incontro in qualche modo”. Come a dire, rassegnati sì, ma non del tutto.

Jessica Bianchi