L’esempio virtuoso di Nonantola

“Dopo la consultazione nel 2017 in previsione del nuovo piano urbanistico generale e sulla base delle indicazioni degli esperti di Polinomia di Milano, è emersa l’urgenza – spiega l’assessore di Nonantola Elena Piffero – di connettere le frazioni al centro del paese”.

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spiega l’assessore di Nonantola Elena Piffero

E’ un Comune di 16mila abitanti, con risorse interne non sufficienti a supportare la progettazione diretta affidata ad esperti esterni e non può accedere ai fondi di Ministero e regione riservati ai comuni con più di 30mila abitanti. Eppure Nonantola ha le idee chiare. “Dopo la consultazione nel 2017 in previsione del nuovo Piano urbanistico generale e sulla base delle indicazioni degli esperti di Polinomia di Milano, è emersa l’urgenza – spiega l’assessore di Nonantola Elena Piffero (in foto) – di connettere le frazioni al centro del paese”. Bagazzano, Rubbiara e Campazzo oggi sono scollegate: distano pochi chilometri dal centro di Nonantola eppure è impossibile per pedoni e ciclisti percorrere quelle strade di campagna perché vengono usate dagli automobilisti per bypassare la Nonantolana. “Abbiamo elaborato una serie di direttrici ciclabili realizzabili in tempi brevi e che andranno a costituire l’ossatura del telaio della ciclabilità dell’intero comune: non interventi provvisori ma sperimentali e, probabilmente, permanenti”. L’intenzione è quella di allocare i fondi di bilancio adesso per avere tutto pronto non per settembre ma entro la primavera. Il Piano della mobilità d’emergenza a Nonantola si inserisce in una più complessiva razionalizzazione del traffico. “La filosofia – continua l’assessore – è quella di creare delle filtrazioni selettive: le strade di campagna non vengono chiuse al traffico veicolare ma viene facilitato il transito di pedoni e ciclisti cambiando l’aspetto e la classificazione: diventano strade ciclopedonali in cui è ammesso il transito delle auto ma in via del tutto eccezionale e pressoché in modo riservato ai residenti”.

Cambiando la segnaletica e trasformando visivamente la strada in una pista ciclabile con la linea di mezzavia tratteggiata e i pittogrammi della bicicletta disegnati a terra, “un automobilista si sente ospite indesiderato e, alla lunga, dirotta il proprio percorso sulle strade principali”. Secondo Polinomia, ne beneficerà anche il traffico, più fluido senza gli ingorghi creati dalle lunghe code di auto che dalle strade minori si immettono sulla strada principale. Intanto si continua a lavorare per realizzare la pista ciclabile definitiva tra Nonantola e Modena presente in tutti gli strumenti di pianificazione territoriale da vent’anni. “All’inizio di quest’anno è stato assegnato l’incarico per lo studio di fattibilità per individuare tracciato, caratteristiche ed eventuali espropri. Entro la fine della prossima settimana sarà pronto”.

Sara Gelli