Carpi non più schiava delle automobili? “Servono scelte coraggiose”

Bene la realizzazione di una Rete di mobilità di emergenza a Carpi ma, sottolinea il presidente di Legambiente Terre d’Argine, Mario Poltronieri, occorre portare a compimento il Pums il prima possibile per “assegnare così a pedoni e ciclisti la medesima dignità delle quattro ruote”.

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Mario Poltronieri

I numerosi appelli lanciati dagli amanti della due ruote e dalla Fiab – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta sono finalmente stati accolti dall’Amministrazione Comunale di Carpi. La nostra città si prepara infatti, entro la fine di settembre, a dotarsi di una Rete di mobilità di emergenza (spesa prevista 250mila euro): oltre venti chilometri di nuovi percorsi, tra strade col limite dei 30 km/h per garantire la promiscuità di veicoli e velocipedi e, laddove la larghezza lo consente, la tracciatura di nuove sedi dedicate a velocipedi, monopattini e biciclette affinché possano transitare a lato strada in corsie preferenziali e monodirezionali. Da via Pezzana a via Alghisi, da viale Muratori a via Moro, passando per viale Manzoni. Riflessioni in atto anche su via Ugo da Carpi – dove si sta valutando l’ipotesi di adottare il modello parigino, ovvero quello di far transitare le due ruote al centro della sezione stradale – e viale Peruzzi, mentre su via Cattani verrà introdotto il limite dei 30 km/h nei due sottostrada laterali per consentire il passaggio dei ciclisti in modo sicuro e per tutta la lunghezza della trafficata arteria. Un’iniziativa a cui il presidente di Legambiente Terre d’Argine, Mario Poltronieri, guarda con estremo favore. “Alla fine del lockdown anche Legambiente aveva incoraggiato la creazione di una Rete di mobilità di emergenza poiché eravamo certi che i nuovi protocolli sul distanziamento introdotti dopo l’emergenza Covid avrebbero comportato una forte contrazione dell’utilizzo del trasporto pubblico e riportato sulle strade troppo traffico veicolare. Siamo quindi estremamente soddisfatti che tale rete verrà realizzata anche nella nostra città, un intervento che va incontro anche al desiderio sempre più forte dei cittadini – favorito dai bonus nazionali, regionali e comunali per l’acquisto di veicoli elettrici – di lasciare a casa l’auto per muoversi in città con mezzi alternativi”.

Per Poltronieri, questo però non è che il punto di partenza di un’azione ben più ampia: “dal dopoguerra in poi abbiamo costruito città a misura di auto. Oggi dobbiamo ribaltare completamente tale paradigma e assegnare a pedoni e ciclisti la medesima dignità delle quattro ruote. Un cambio di passo complesso da realizzare ma necessario e inderogabile”. Un’impresa imponente che fa rima con rigenerazione urbana e investimenti. Per sviluppare fino in fondo questo nuovo concetto di mobilità il Pums – Piano Urbano della Mobilità Sostenibile gioca un ruolo centrale. “Portare a compimento questo piano con coraggio è imprescindibile: non basta allargare le zone a traffico limitato del centro storico, occorre andare oltre. L’attenzione non può essere rivolta soltanto al cuore della città, sarebbe un grave errore: devono essere realizzate con urgenza sempre più Zone 30, per rallentare il traffico veicolare e rendere le strade a misura di ciclista”. Per una Carpi non più schiava delle automobili servono “scelte nette, altrimenti non si va da nessuna parte”, prosegue Poltronieri. Se vogliamo fare “dei passi avanti – conclude il presidente di Legambiente Terre d’Argine – occorre adottare una visione di insieme e non prestare il fianco alle istanze di una sola categoria. La proposta di introdurre delle Ztl in periferia per non chiudere del tutto il centro non ha senso. Occorre allargare la platea di discussione e non fermarsi ai soli commercianti. Il Centro è uno spazio pubblico e quindi non è solo di chi fa commercio, ma anche di chi ci vive e di chi lo frequenta. Se vuole essere vincente deve offrire una identità ben precisa e proporre a cittadini e consumatori un’esperienza diversa dalla grande distribuzione. Questa è la strada da percorrere, per non rimanere ostaggio di una sola categoria”.

Jessica Bianchi