Fare rap, il mio paracadute in quarantena

Il rapper carpigiano Riccardo Frunzio ha trovato nella musica il uo paracadute durante la quarantena e il risultato è stata la scrittura di strofe inedite su basi già esistenti. Una di queste è stata pubblicizzata da un’etichetta di Torino.

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Riccardo Frunzio

Il rapper emergente Riccardo Frunzio, 22 anni di Carpi, in arte RickyF, ha esorcizzato il protrarsi della quarantena con la sua più grande passione: la musica rap.

Il giovane rapper che ha già all’attivo un album, dopo i primi giorni di sconforto e avvilimento, ha deciso di dedicarsi alla scrittura di strofe rap su basi strumentali già esistenti di famosi rapper italiani e non solo, e di condividerli settimanalmente sulla propria pagina Instagram @okayrickyf, attraverso video che mescolano a musica e immagini note i suoi testi originali. Uno di questi, scritto sulla base del brano Bicarbonato del rapper Shiva, è stato notato dall’etichetta torinese Tsunami Flow che l’ha sponsorizzato sulle proprie pagine social.

Come hanno influito gli avvenimenti di questo periodo sul tuo modo di fare musica?

“Appena iniziata la quarantena ho deciso di spegnere Internet per due settimane, poiché mi ero accorto del mio abuso dei social. I primi due giorni sono stati duri. Facevo fatica a capire come poter riempire le mie giornate ma, al terzo giorno, quel senso di noia era completamente svanito nel nulla grazie alla musica. Nei giorni successivi ho scritto e ascoltato moltissima musica, montato video, guardato film, serie televisive tenendomi impegnato tutto il giorno con ciò che mi piaceva e mi stimolava. Stando da solo con me stesso, giorno dopo giorno, mi sono arrivate risposte che cercavo da tanto, che ho sempre ricercato nelle esperienze degli altri ma che, ho scoperto negli ultimi giorni, potevo trovare solo scavando dentro di me senza essere distratto da relazioni superficiali e falsi bisogni. I mini video che sto postando 1/2 volte alla settimana sul mio profilo Instagram raccontano ciò che ho sentito dentro di me nel periodo di disconnessione dal mondo: i lati negativi della quarantena ma anche i risvolti postivi, la distanza dagli amici, la necessità di staccarmi dai social, l’importanza che dò e che ho sempre dato alla musica. In tutto ciò la mia determinazione verso obiettivi importanti è cresciuta, e anche la consapevolezza delle relazioni che hanno davvero valore.

Dopo la riconnessione ho apprezzato chi si è preoccupato per me quando vedeva che ero scomparso da whatsapp e dai social, e ho riscoperto la bellezza di una telefonata davvero sentita. Inoltre, dopo essermi riconnesso, mi sono accorto di quanto, senza la costante distrazione da Internet, potessi svolgere le mie attività molto più intensamente e approfonditamente. Ancora non so quali sviluppi prenderà la mia musica in futuro, ma certamente questa esperienza di vita mi ha cambiato e formato sia come musicista che come persona.

Paradossalmente, penso di stare uscendo dalla drammaticità della situazione più forte e consapevole e, forse, anche più sereno. La disconessione dai social è un’esperienza che consiglio a tutti per focalizzare meglio i propri obiettivi e cercare di raggiungerli”.

Chiara Sorrentino