I morti covid-19 a Carpi sono più di quelli ufficiali

A Carpi, così come nell’intera Emilia Romagna, i morti attribuibili al Covid-19 potrebbero essere molto più numerosi di quelli registrati ufficialmente. A marzo 2020 i carpigiani deceduti segnano un incremento di oltre il 30% rispetto ai due anni precedenti.

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In Emilia Romagna i morti attribuibili al Covid-19 potrebbero essere molto più numerosi di quelli registrati ufficialmente. Persone che si sono spente tra le mura domestiche o dentro a una casa di riposo e che non rientrano in alcuna statistica poiché su di loro non è stato eseguito alcun test per accertarne la positività al coronavirus. A rilevarlo è l’Istituto di studi e ricerche Carlo Cattaneo che ha condotto una ricerca su 124 Comuni dell’Emilia-Romagna che contano almeno dieci decessi da gennaio al 21 marzo e che hanno fatto registrare un aumento di morti superiore al 20% nelle prime tre settimane di marzo rispetto alla media dello stesso periodo negli anni 2015-2019.

“La rilevazione del numero di decessi in eccedenza rispetto alla media del quinquennio precedente consente non solo di superare la distinzione tra morti per e morti con Coronavirus – si legge nello studio – ma anche di stimare le dimensioni del numero oscuro della mortalità dovuta a Covid-19. Il numero di decessi è tipicamente piuttosto stabile nel tempo, e le sue variazioni, in condizioni normali, possono dipendere solo dall’invecchiamento della popolazione”. Ergo, “seppur con le dovute cautele, gli scostamenti nella mortalità possono essere interpretati come morti aggiuntive dovuti all’azione del virus”.

L’Istituto ha confrontato il numero di decessi avvenuti dal 21 febbraio al 21 marzo 2020, data della prima morte accertata per Covid-19 in Italia, con il numero medio di decessi avvenuti nello stesso intervallo di giorni nel quinquennio 2015-2019.

“Nel periodo considerato – si legge – si è verificato un aumento del numero dei decessi che può essere attribuito solo all’intervento di una causa esterna, appunto il Covid-19. La crescita è molto consistente e appare superiore a quanto rilevabile dai dati resi noti dalla Protezione Civile. Infatti al 21 marzo 2020 in Italia i pazienti deceduti positivi al Covid-19 erano 4.825, ma la differenza tra i decessi nel 2020 e la media dei decessi nel periodo 2015-2019, per il periodo che va dal 21 febbraio al 21 marzo, era già 8.740. E questo valore fa riferimento a un campione che include solo mille degli oltre 8mila comuni italiani, equivalenti a 12,3 milioni di abitanti su un totale di 60,4 milioni. Anche sotto un assunto di massima prudenza, in base al quale nei rimanenti 7mila comuni non dovessero rivelarsi scostamenti rispetto alla mortalità media degli anni precedenti, il numero di morti riconducibili a Coronavirus in Italia risulta comunque il doppio di quello a cui si arriva sulla base dei numeri relativi ai pazienti deceduti positivi al test per Covid-19, comunicati dalla Protezione Civile. È plausibile, quindi, che i decessi aggiuntivi non attribuiti a Covid-19 riguardino persone decedute in casa propria o in una casa di riposo o in un hospice, e sulle quali non è stato eseguito il test di positività”.

E se in Lombardia il numero di morti nel periodo considerato è stato più che doppio rispetto allo stesso periodo nei cinque anni precedenti, in Emilia Romagna la crescita è stata superiore al 75%. Al 21 marzo in Emilia-Romagna i morti positivi al covid-19 erano 715. Ma facendo il confronto con la media dei decessi nello stesso periodo degli anni 2015-2019, la differenza tra i morti attuali e quelli di allora è di 1.267 persone in più.

E a Carpi? Quali sono i numeri dei decessi?

A marzo 2020 (dati forniti dal servizio Anagrafe del Comune di Carpi) sono morte 131 persone, erano state 81 nel 2019 e 75 nel marzo 2018. Dei 131 deceduti del mese scorso, sono 24 quelli stroncati dal coronavirus, 2 da una polmonite interstiziale, 3 sono stati definiti sospetti Covid-19 e 102 sono quelli deceduti per altre cause.

Al netto dei morti Covid e sospetti tali, l’incremento dei decessi di marzo è significativo, in quanto da una media 2018/2019 di 78 decessi, siamo passati a 102, segnando così un aumento di quasi il 31%. Nonostante questo aumento nascosto possa includere anche morti legate a difetti del sistema sanitario è evidente come nella nostra città vi sia una quota di decessi legata al Coronavirus non censita.

Jessica Bianchi