Medici di famiglia, “lasciateci fare il nostro lavoro”

In questo momento di emergenza il tempo e il telefono del medico di famiglia devono essere disponibili per chi è costretto a casa e ha bisogno di essere ascoltato invece i medici di base sono costretti a perdere ore al telefono con anziani pazienti per comunicare loro il numero della ricetta elettronica fatto di tante cifre quante quelle contenute in un codice fiscale

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Perdono ore al telefono con anziani pazienti per comunicare loro il numero della ricetta elettronica fatto di tante cifre quante quelle contenute in un codice fiscale e nella maggior parte dei casi i codici vengono comunque trascritti in modo errato. I medici di famiglia non riescono più a dedicarsi al loro lavoro perché gli ultimi giorni sono stati un “delirio” dopo che, allo scopo di ridurre il più possibile gli spostamenti, l’Emilia-Romagna ha attivato il servizio di ricette mediche dematerializzate “per permettere ai cittadini – si legge nella nota della Regione – di ritirare i medicinali anche se non hanno attivato il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) con la sola trasmissione da parte del medico al cittadino, secondo modalità tra loro concordate, del ‘Numero ricetta elettronica’ (Nre) e mostrando in farmacia il codice fiscale”.

Il risultato è che la linea telefonica dei medici è sempre occupata per dettare ai pazienti i codici ricetta ma dovrebbe essere libera per le attività di vitale importanza, soprattutto da quando la gente, non potendo uscire di casa, contatta il proprio medico per telefono se riscontra di avere i sintomi da coronavirus ed è il medico di famiglia ad attivare il 118 e l’Igiene Pubblica per i provvedimenti da adottare.

L’attività del medico di medicina generale non può essere intralciata da adempimenti burocratici perché si tratta del primo e fondamentale livello per contenere la pandemia di coronavirs.

A ciò si aggiunge il fatto che non tutti i farmaci possono essere prescritti con ricetta dematerializzata, soprattutto quelli più importanti per la salute e destinati a diabetici, cardiopatici o pazienti oncologici.

Alla Regione Emilia Romagna i medici di base chiedono di eliminare l’obbligo di comunicare alla farmacia il codice della ricetta e di consentire l’erogazione con il solo codice fiscale del cittadino così come avviene già in altre regioni introducendo la ricetta dematerializzata solo per i farmaci più importanti imponendo la stampa della ricetta rossa da consegnare in farmacia.