Fanti: siamo di nuovo al punto di partenza

Non ci sono più le condizioni per proseguire il cantiere ma il ritardo, oltre ai disagi alla scuola, ha determinato anche la perdita del contributo statale di 910mila euro cosicché il progetto originario ideato nel 2010 non è più sostenibile con le risorse che il Comune può mettere a bilancio.

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Scuola primaria Manfredo Fanti

Si aspettavano un aggiornamento sui tempi e le modalità dell’intervento nel Palazzo Castelvecchio, non certo di dover ricominciare tutto da capo. I genitori della Scuola primaria Manfredo Fanti, ospitata nell’edificio quattrocentesco insieme alla succursale delle scuole medie Alberto Pio, sono rimasti senza parole quando hanno appreso il contenuto della comunicazione degli assessori Davide Dalle Ave e Marco Truzzi dopo l’incontro convocato martedì 28 gennaio in Municipio sulla situazione del cantiere. Dal 29 marzo 2017, quando sono iniziati i lavori, gli alunni sono rimasti senza cortile interno e giardino, acquisiti come aree di cantiere, e durante la ricreazione possono sfruttare solo la porzione di cortile dove si trovano le scale d’accesso; l’ultima festa di fine anno all’aperto nei giardini dell’ex Pretura risale al giugno del 2016. Il progetto, che risale addirittura al 2010, prevedeva di ottenere nuovi spazi attraverso la copertura, in vetro e acciaio autorizzata dalla Soprintendenza) del cortile interno di Castelvecchio e opere di adeguamento e impiantistiche.

Una prima tegola si abbatte sul cantiere nell’ottobre del 2018 quando vengono rinvenuti reperti archeologici poi il cantiere si arena definitivamente poco dopo, quando, nel mese di dicembre, la ditta incaricata dei lavori, Tes Energia srl di Marcianise (Caserta), viene dichiarata fallita. Era chiaro che nessuno si sarebbe fatto avanti per aggiudicarsi quei lavori dell’importo complessivo di 2 milioni di euro ma con un ribasso d’asta del 41%.

Non ci sono più le condizioni per proseguire il cantiere ma il ritardo, oltre ai disagi alla scuola, ha determinato anche la perdita del contributo statale di 910mila euro cosicché il progetto ideato nel 2010 non è più sostenibile con le risorse che il Comune può mettere a bilancio.

Dovendo per forza di cose ridimensionare il progetto originario occorrerà, in base alle esigenze delle scuole ospitate all’interno di Castelvecchio, individuare delle priorità attraverso una progettazione partecipata che coinvolga le elementari Fanti e le medie Pio. Insomma, si ricomincia tutto da capo e non basta sapere che l’Amministrazione Comunale intraprenderà un’azione legale per far valere le proprie ragioni. Chissà se e quando si otterrà qualcosa.

L’unica notizia positiva è che gli spazi finora occupati dal cantiere saranno resi nuovamente fruibili per le attività ricreative degli studenti.

Sara Gelli