Colesterolo, come abbassarlo?

La natura che cura, la rubrica di Vitor Chiessi, farmacista.

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Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morbilità nei paesi occidentali e la loro prevenzione è fondamentale per la pratica clinica. Tra i principali fattori di rischio vi è il colesterolo.

Per mantenere adeguati livelli plasmatici di colesterolo esistono vari provvedimenti dietetici e farmaci di consolidata efficacia. Inoltre, da alcuni anni, sono comparsi sul mercato vari prodotti destinati al trattamento della dislipidemia, cosiddetti nutraceutici. Tra quelli in grado di ridurre la colesterolemia ve ne sono alcuni maggiormente studiati e sottoposti a trial clinici.  Iniziamo con le Monacoline. 

Sono metaboliti fungini isolati da Monascus purpureus, responsabile della fermentazione del riso a cui conferisce il caratteristico colore rosso. L’effetto ipocolesterolemizzante della monacolina è stato studiato in diverse categorie di pazienti; la riduzione della colesterolemia Ldl oscilla tra il 10-15% ottenibile con la somministrazione di 3mg/die fino al 20-25% con 10 mg/die. 

La Berberina invece è un alcaloide isochinolinico che si trova in alcune piante medicinali. Inibisce la sintesi di una proteina che promuove la degradazione del recettore Ldl epatico; l’effetto finale è la riduzione della colesterolemia Ldl.  Gli effetti della berberina si ottengono a dosaggi pari a 500 mg-1.550 mg /die. 

I Policosanoli, invece, sono una miscela di alcoli saturi alifatici primari di lunghezza variabile, ricavati dalla canna da zucchero, ma anche da crusca di riso e altre piante e agiscono inibendo la sintesi del colesterolo. I fitosteroli e gli stanoli, loro derivati esterificati, sono sostanze che si trovano in alimenti di origine vegetale quali noci, frutta, verdura, cereali e legumi. 

La loro struttura chimica è molto simile a quella del colesterolo per cui competono per l’assorbimento intestinale del colesterolo alimentare e di origine biliare con incremento dell’espressione epatica dei recettori per le Ldl e aumentata captazione delle Ldl circolanti. Non sono segnalate particolari interazioni con altri farmaci ipolipemizzanti o effetti collaterali significativi alle dosi raccomandate, pari a 2-3 gr/die. L’apporto alimentare di fibre ha dimostrato una discreta efficacia nel controllo della colesterolemia Ldl con un meccanismo legato all’assorbimento ed escrezione del colesterolo, degli acidi biliari, o degli altri grassi alimentari. Per quantità di consumo della fibra dell’ordine di 3 g al giorno.

L’uso di sostanze di origine alimentare per l’abbassamento dei lipidi può essere un complemento o una valida alternativa alla terapia convenzionale, come supporto a una dieta corretta in pazienti con profilo di rischio medio-basso e resistenza o intolleranza al trattamento. Va tenuto presente che gli integratori/nutraceutici sono sicuri solo se realizzati con uno stretto controllo del processo di produzione e adeguatamente sperimentati.