Un libro contro l’anestesia dei sentimenti

Sabato 14 dicembre, alle 12, nella cornice del Cookies, il carpigiano Stefano Nevio Neviani, insieme a Max Azzolini e Andrea Galdo, presenta il suo nuovo libro Il benessere e il benavere.

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Stefano Nevio Neviani e la madre Ines in un disegno di Massimo Lagrotteria

E’ nato in punta di piedi il nuovo libro del carpigiano Stefano Nevio Neviani, Il benessere e il benavere. Un’esigenza che ha sentito crescere dentro per farne dono alla madre, Ines, da otto anni intrappolata da una malattia subdola, l’Alzheimer. Un modo per fissare nero su bianco tutto il suo amore e la sua gratitudine per una donna che gli ha dedicato la vita. Sia per gli anni a te insieme che per quel che m’hai lasciato, – scrive – ricordar, questo a me preme e non scordar quanto mi hai amato.

“Da otto anni mi prendo cura di mia madre e nonostante la malattia se la stia portando via, pezzo dopo pezzo, a braccetto, starle vicino mi dà la forza necessaria per andare avanti. E in questo rapporto di vicinanza strettissima io mi sento comunque felice”, spiega Nevio.

Per l’eterno resteranno i nostri abbracci. Nel mio cuore giacerà non per caso. Il cordone ombelicale è d’acciaio fatto a lacci. I miei baci e tu sorridi del tuo naso.

Questo, prosegue, è un libro “personale, intimo, ma non parla solo della mia storia, bensì quelle di molti altri. Tra le pagine non ci siamo soltanto io o mia madre, ma un Noi ben più allargato. Tematiche su cui tutti ci interroghiamo, a partire da chi siamo”. In un tempo in cui essere e avere si compenetrano al punto tale da sovrapporsi, “è fondamentale non fare confusione tra il benessere e il benavere”, prosegue Neviani. “Le cose, il possesso, l’Ego… non sono nulla”. Solo un intenso rumore di sottofondo. Ciò che conta, per l’autore di queste rime in libertà, è ciò che sta sotto. Tra le pieghe dell’essere umano, del sentire. Una ricerca di autenticità e di senso che, spesso, “fa male”, ma è necessaria per ritrovare se stessi e gli altri. Un modo per ritrovare la propria voce. La propria essenza, in un tempo in cui Chi tace acconsente e se parla rimente, scrive Neviani.

Ma per l’autore c’è ancora speranza e spazio per un’evoluzione personale tanto preziosa quanto necessaria, Migliorare è solo verbo? Si domanda. No! E’ sol essere se stessi, se ammazziamo i compromessi.

Una ricetta, quella di Neviani, tesa a contrastare la generale anestesia dei sentimenti – Se riuscissi a far capire agli umani cos’è l’amore, vera gioia nel sentire, toglierebbe a lor terrore – per ricominciare a sentire davvero, a conoscersi. Perchè aprire la porta dei misteri può far paura ma è lì dietro, oltre il consumismo preconfezionato, oltre le convenzioni, che si cela il vero. In questi anni di macerie le persone sono autobombe, con il cuor spedito in ferie han la mente in catacombe.

Un invito, quello di Nevio, ad ascoltare un poco di più il proprio cuore e la sua memoria. A mettere in fila i propri errori, a chiedere scusa e a perdonarsi, con coraggio. Un inno ai malconformi, al loro arcobaleno interiore, agli eremiti, ai diversi. A tutti coloro che scelgono una vita autentica e per questo, troppo spesso, sono tenuti ai margini. Soli. Vilipesi. Nevio non ci sta a un futuro di cloni e lo scrive forte e chiaro, ripudiando il perbenismo di una apparente normalità e rilanciando la potenza della magia.

Assaporando quel toccasana che è il Benamore.

Sabato 14 dicembre, alle 12, nella cornice del Cookies, Nevio, insieme a Max Azzolini e Andrea Galdo, presenta il suo libro. Un’occasione da non perdere per riflettere un po’ su noi stessi e su ciò che siamo diventati, senza rinunciare a un pizzico d leggerezza.

Jessica Bianchi