Addio ad Alberto Lodi, stimato collezionista carpigiano

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Fu un  avvenimento mondano  di cui parlò anche la stampa nazionale: la mostra antologica organizzata dal cultore di storia locale ed editore di medaglie storiche Alberto Lodi in onore dell’attore hollywoodiano di origini carpigiane Ernest Borgnine. Mostra che egli allestì nel 1989 nella sua Galleria d’arte di via Trento Trieste mostrando foto inedite di visite di Borgnine a Carpi, anticipando il Comune che celebrò il famoso attore soltanto nel 2003.
La morte di Alberto Lodi è una perdita grave per tutti i carpigiani, soprattutto per chi lo conosceva, perché è stato  un personaggio davvero unico e singolare: lo si è visto fino all’ultimo in giro in sella alla sua bicicletta, una Graziella bassa di colore rosa, sempre attento alle vicende della vita e della città, appassionato di storia locale e noto a Carpi per aver gestito per decenni la sua bottega d’antiquariato in via Trento Trieste e successivamente in via XX Settembre e Ciro Menotti, suo ultimo negozio.  Da quel momento è venuto a mancare un punto di riferimento ai cultori e appassionati di cose antiche, di pezzi storici e di oggetti di antiquariato che egli pazientemente e con occhio attento scovava nelle collezioni private e che aveva il merito di presentare e far conoscere al grande pubblico. E questo nonostante l’avvento della globalizzazione, di Internet e la frenesia e la velocità della vita d’oggi. Un uomo d’altri tempi, insomma, che però ha lasciato il segno della sua presenza.
Alberto Lodi ha vissuto una vita davvero avventurosa e avvincente, passando attraverso gli anni bui dell’ultima  guerra, lavorando poi alla Magneti Marelli, divenendo in seguito prima a Novi poi a Rovereto, commerciante di articoli di antiquariato, presidente delle Acli, direttore della libreria il Portico di Piazza Martiri fino al 2000, organizzatore e dirigente sportivo della Kennedy, giudice di gara, dirigente della società La Patria, segretario del Circolo numismatico cittadino.
La fama nazionale tuttavia per lui è giunta  come medagliere perchè la sua passione per questa severa e aristocratica disciplina lo ha portato a coniare trenta medaglie diffuse in Italia e nel mondo, da quella del patrono di Carpi San Bernardino da Siena del 1982, per finire con quella di Ciro Menotti  nel 1997, passando attraverso la celebrazione e il ricordo della visita di Papa Wojtjla a Carpi nel 1988, a quelle dedicate ad alcuni carpigiani doc come don Zeno Saltini, Mamma Nina, Odoardo Focherini, l’illustre medico Bernardino Ramazzini, Dorando Pietri e il generale Manfredo Fanti. Alcune di queste medaglie sono state disegnate dall’altro grande artista carpigiano Romano Pelloni e coniate dalla ditta Johnson di Milano, specializzata nel settore, di cui Lodi è stato per  anni collaboratore. Per tutta questa sua appassionata ed encomiabile attività di studioso, storico, promotore di cultura artistica e ricercatore di cimeli della Carpi antica, oltre che di scrupoloso medagliere, il presidente della Repubblica Sandro Pertini gli conferì a suo tempo l’onorificenza della Stella al merito della Repubblica. Un riconoscimento del tutto meritato. Lodi merita ora un ricordo riconoscente anche da parte della sua città.
Cesare Pradella