Anche io gioco a calcio

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I colori di una divisa, dei compagni di squadra, un allenatore e la voglia di giocare a calcio come suo fratello Luca e tanti altri coetanei. Solo che Mateo, 15enne di Carpi, non è uno dei tanti ragazzi della sua età, bensì un ragazzo speciale, che fino al novembre del 2018 non aveva trovato nessuna squadra in cui poter realizzare il suo desiderio sportivo.

Poi, la sua famiglia ha scoperto una piccola realtà sportiva, sperduta nelle campagne correggesi, perfetta per lui, una squadra di calcio formata da una quindicina di ragazzi tutti speciali in modo diverso: la ASD US San Prospero di Correggio, e ha deciso di iscriverlo.

E’ passato quasi un anno da allora e Mateo non potrebbe essere più contento. “A novembre festeggio il primo compleanno nella squadra”, commenta entusiasta con i genitori.

“Oggi quasi tutta la nostra famiglia – spiega Roberta, la mamma di Mateo – è coinvolta in questo progetto. Siamo stati risucchiati dall’entusiasmo dei ragazzi e dallo spirito che si respira a ogni partita, a ogni allenamento o anche intorno al buffet con le famiglie.

Ci piace perché questa squadra di calcio non è semplicemente una squadra, ma un progetto che offre l’opportunità di praticare un’attività sportiva in un contesto relazionale che promuove valori come l’amicizia e lo spirito di gruppo.

Prima del goal trasmettiamo l’importanza del rispetto, della partecipazione, della puntualità e del mettersi in gioco.

Ci sono difficoltà che vanno tenute in considerazione ma che non devono diventare d’impedimento al raggiungimento degli obiettivi, anzi, per noi rappresentano la sfida dentro la sfida.

La vittoria fine a se stessa non ci interessa e perdiamo quando subiamo quattro goal, ma anche quando non accettiamo che il compagno possa correre un po’ più lento o sbagli il tiro davanti alla porta.

Poi è vero che anche a noi piace vincere e tornare a casa con una medaglia o una coppa aiuta a tenere alto l’entusiasmo e incentivare i ragazzi per il futuro”.

E di goal ne sono stati segnati tanti nella stagione 2018/2019 perchè l’ASD US San Prospero Correggio ha vinto la finale del Campionato Nazionale di Calcio a 5 (affiliato al CSI) che si è disputata lo scorso luglio a Cesenatico.

Ma la squadra in cui gioca Mateo fa anche parte della Quarta Categoria (affiliata al Robur Siena fs) che è il primo torneo di calcio a 7 rivolto esclusivamente ad atleti con difficoltà cognitivo-relazionale promosso dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio, grazie alla collaborazione di tutte le componenti del mondo del calcio.

“Come famiglia crediamo in questa avventura – conclude la mamma di Mateo – e ci piace condividerla perché gli riconosciamo valori importanti per i nostri atleti speciali, gli stessi che auspichiamo di vedere riflessi nella società in cui viviamo: inclusione, accoglienza e possibilità per tutti”.

Da tre anni, alla guida della squadra, c’è il mister Matteo Zavaroni che proviene da un’esperienza ventennale con l’ANFFAS di Parma: “la cosa che più mi lega a questi ragazzi è la forza che mi trasmettono dentro e fuori dal campo. Non smetterò mai di dire che tutto quello che cerco di fare con loro attraverso il calcio è nulla in confronto alle emozioni che mi regalano ogni giorno.

Quando sono partito con questa stupenda avventura i ragazzi tesserati erano 9, mentre adesso, grazie a uno staff dirigenziale d’eccellenza e all’esperienza stessa che i ragazzi manifestano come squadra, sono ben 16, con un’età compresa tra i 15 e i 32 anni”.

Una squadra che è un inno alla vita e allo sport nella sua accezione più bella, quella che coinvolge tutti e premia i meriti di ciascuno.

Chiara Sorrentino