Il segreto della vita

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La prima opera singola della carpigiana Elisabetta Ronchetti, di professione commerciante in orologeria e oreficeria, ha per protagonista un adolescente alla ricerca di sé.  Dopo la morte del padre, Gigi rifiuta di andare a scuola, si rintana in casa frequentando di tanto in tanto solo due amici fidati e cerca, attraverso Internet, quello che lui chiama il “segreto della vita”. Arriverà a scoprirlo e saranno la sapienza e il legame con Maria a svelarlo. L’amore della sapienza è un romanzo per adolescenti nel quale, attraverso l’avventura interiore di un ragazzo, l’autrice ripropone il messaggio del santo francese Luigi de Montfort, svelandone modernità e vivacità.
Elisabetta, cosa l’ha spinta a scrivere questo libro dalla tematica tanto complessa?
“Questo libro è la sintesi di diversi interessi che ho coltivato e di attività alle quali ho preso parte, in periodi diversi della mia vita. Sono stata educatrice scout e sono stata abituata, per anni, a organizzare anche attività di catechesi. Inoltre, ormai alcuni anni fa, ho partecipato alle attività proposte dalla Diocesi sulla trasmissione della fede oggi. Per interesse personale, inoltre, ho letto il libro al quale si rifà il mio: L’amore dell’eterna sapienza, di san Luigi Montfort. Mi sono chiesta come trasmettere un messaggio ricco, quale è quello di Montfort, oggi, con un linguaggio semplificato e contemporaneo. La scelta di Luigi Montfort in particolare viene da un mio approfondimento degli scritti di san Giovanni Paolo II, sotto il cui pontificato sono cresciuti tutti quelli della mia generazione. Il papa polacco ha indicato più volte Montfort come suo maestro e come un teologo di classe”.
Elisabetta ha iniziato a scrivere nel 2015, frequentando al contempo diversi corsi di scrittura creativa e vincendo alcuni concorsi letterari locali.
Cosa rappresenta per lei la scrittura?
“Scrivere è un mettere in gioco diversi aspetti e, di volta in volta, uno prevale sull’altro: si scrive per la soddisfazione di usare la fantasia, per mettere nero su bianco un ricordo o per creare qualcosa con gli altri per gli altri. Per questo, ad esempio, nel 2018 ho preso parte a un lavoro collettivo con l’Associazione di Scrittori Modenesi I Semi Neri, un libro da titolo La casa dei segni, viaggio nella memoria della terra del Frignano, ed. E. Colombini: è un insieme di racconti di fantasia ma storicamente e geograficamente, oltre che culturalmente, aderenti al territorio del nostro Appennino, ed è quindi un buon ‘strumento’ per la conoscenza e la promozione del Frignano”.  
Il protagonista del suo romanzo è un ragazzo molto maturo per la sua età, quasi d’altri tempi. I giovani di oggi in che modo possono identificarsi con lui?
“Il protagonista Gigi è un piccolo frammento di san Luigi Montfort, se mi si passa l’immagine. E’ inevitabile che vi si ritrovi molta spiritualità, religiosità o maturità. Gli adolescenti di oggi possono rispecchiarsi in lui nella misura in cui si pongono domande sul senso dell’esistenza, su dove sia la verità, sull’eternità, su chi è Dio…
In sostanza, tematiche che ogni persona, prima o poi, arriva perlomeno a sfiorare. Montfort dà risposte certe, teologicamente ben fondate. San Giovanni Paolo II ne ha voluto la nomina a Dottore della Chiesa, (attualmente la causa è in corso), quindi sui suoi scritti e sulla sua figura non ci sono dubbi. Mi auguro che questo libro, che ripropone le domande che in genere ogni adolescente si pone, e riprende le risposte certe di Montfort e a lui rimanda, possa essere anche un piccolo strumento pratico per gli educatori che vogliono condurre attività mirate nei loro gruppi. Gli adolescenti hanno da sempre l’attitudine a ricercare qualcosa che sembra loro sfuggire e nella fede potrebbero trovare una risposta”.
Chiara Sorrentino