Care Residence al via, ma per far fronte all’invecchiamento della popolazione pubblico e privato devono unire le forze!

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“Questo cantiere rappresenta un pezzo importante del futuro della nostra città; la prima esperienza di politiche abitative in grado di rispondere al cambiamento sociale in atto. Invecchiamento che si somma a un altro fenomeno con cui dobbiamo confrontarci, ovvero la composizione delle famiglie: nuclei sempre più piccoli e, dunque, incapaci di assumersi l’onere della cura dei propri cari anziani o malati”. Il sindaco Alberto Bellelli commenta così l’avvio dell’iter per la realizzazione del nuovo ‘polo anziani’ nell’area dell’ex Cappuccina in via Nuova Ponente dove,  nei giorni scorsi, la Garc spa (dopo i cantieri bloccati alle Gasparotto e alla Casa della Salute, un’azienda di casa nostra dovrebbe costuire una garanzia circa il completamento dell’opera) ha iniziato a eseguire i primi lavori. “Consapevoli che l’innalzamento della vita media pone nuove problematiche e richiede nuove soluzioni nel campo del welfare – prosegue il primo cittadino – avevamo posto come caposaldo nel nostro programma di legislatura per quello che riguarda le politiche sociali proprio la realizzazione di questo intervento. L’opera, infatti, potrà dare risposte concrete e innovative alle richieste della popolazione anziana e non solo”.
Il progetto prevede la realizzazione di un polo di servizi costituito da due Centri Diurni (per un totale di 42-44 posti, e che sostituiranno i centri oggi al Carpine e a Borgofortino) e 14 appartamenti protetti (Care residence), autonomi, domotizzati e collegati ai servizi, “di cui due dedicati al Dopo di Noi per favorire così occasioni di vita autonoma ad adulti affetti da disabilita”, aggiunge l’assessore alle Politiche Sociali, Daniela Depietri.
L’intervento che costerà 4 milioni e 300mila euro (e vede il finanziamento di 900mila euro della Fondazione CR Carpi e di 431mila euro della Croce Rossa Italiana) è stato “pensato per garantire maggiore sicurezza, 24 ore su 24, a quelle persone anziane a vita sola o con una rete familiare debole ancora autonome ma preoccupate rispetto a cosa riserverà loro il futuro. In caso di necessità, infatti, gli ospiti potranno contare sui servizi e i professionisti dei centri diurni i quali fungeranno da portineria sociale e per i quali, insieme ad Asp, stiamo valutando un’estensione degli orari di attività”.
Un progetto, quello del Care Residence, “concreto, lodevole e capace di guardare al futuro; caratteristiche in cui la Fondazione crede e sulle quali ha deciso di investire”, ha aggiunto il consigliere dell’ente, Cosimo Zaccaria.
A due passi dagli Orti e immerso nel nascente Parco della Cappuccina, il Care Residence (che dovrebbe vedere la luce entro la metà del 2020) “assicurerà momenti di socialità e benessere ma, soprattutto, garantirà il proseguimento del proprio percorso di vita pur potendo usufruire di spazi e servizi comuni a supporto delle proprie fragilità. Il pubblico ha il dovere di offrire e disegnare un modello ma anche il privato deve montare in sella e ripensare la Carpi del futuro a partire proprio dal tema dell’abitare affinché le case diventino sempre più a misura di anziano. Una sfida non più rimandabile considerata la composizione anagrafica della cittadinanza che rappresenta al contempo anche una opportunità economica”.
Jessica Bianchi

 

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