Hotel accessibili ai disabili: premiato a Londra il progetto di un carpigiano

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Il nome del carpigiano Marcello D’Orsi, disability manager, fondatore dell’associazione Gli angeli di Gabriele creata per suo figlio e altri bambini con deficit visivi, ha brillato a Londra in occasione del Bespoken Access Awards, il concorso internazionale di design per ripensare l’accoglienza che gli hotel offrono agli ospiti con disabilità. La premiazione del concorso, alla sua seconda edizione, è avvenuta lo scorso 18 aprile nella splendida cornice del Palazzo di Westminster a Londra. Insieme all’architetto Maria Claudia Brighenti e allo studio MnM di Dubai, D’Orsi si è aggiudicato il Celia Thomas Prize con un progetto volto a rimodulare gli spazi comuni degli hotel. Alla sua seconda edizione il Bespoke Access Awards è gestito in collaborazione con il Royal Institute of British Architects ed è stato pensato per promuovere il design dell’accoglienza accessibile in modo da rendere l’esperienza alberghiera più inclusiva per gli ospiti con disabilità fisiche, sensoriali e di apprendimento.

Il progetto firmato da Brighenti e D’Orsi dal titolo Empathy through aesthetics – L’empatia attraverso l’estetica è una soluzione di alloggio basata sui cinque sensi e con caratteristiche fortemente integrate in linguaggio Braille. Ha lo scopo di contribuire al benessere psicologico dell’ospite, pur mantenendo un certo fascino visivo con il design circostante. Un’idea che ha conquistato la baronessa Celia Thomas, presidente della giuria: “l’enfasi posta sulla condizione emotiva dell’ospite – ha commentato – mi ha impressionata positivamente dato che si tratta di un’area spesso trascurata”. La presentazione di Maria Claudia Brighenti e Marcello D’Orsi si è concentrata sui modi in cui l’alloggio esistente può essere adattato per soddisfare i viaggiatori disabili, con particolare attenzione agli spazi comuni degli hotel e, in generale, all’interno di strutture recettive. L’architetto e giudice Alan Stanton si è dichiarato “particolarmente colpito dall’attenzione che hanno riservato ai luoghi adibiti alla reception e alle altre aree comuni, spesso trascurate dagli architetti e dagli imprenditori, in quanto è facile pensare che siano semplicemente aree di passaggio, ma in realtà svolgono un ruolo decisivo per gli ospiti con disabilità dal momento che possono ostacolare o persino impedire l’accesso di un ospite. In questo caso, è stato invece emozionante vederli valorizzati a misura di disabile con tanta cura”.

D’Orsi cosa ha provato quando ha saputo di aver vinto il premio?

“Sia io che l’architetto Brighenti siamo rimasti molti sorpresi, poiché sapevamo che erano candidati al premio prestigiosi studi provenienti da tutto il mondo. Siamo veramente orgogliosi per questa vittoria e per la possibilità di rendere sempre più concreta un’accessibilità inclusiva. Voglio ringraziare chi ha creduto in me e, in particolare, mio figlio Gabriele che mi ha avvicinato al mondo della disabilità”.

Sta lavorando ad altri progetti?

“Dopo la vittoria siamo già stati contattati da alcuni studi tecnici del Regno Unito e di Dubai per alcune collaborazioni. Oltre a ciò, sul territorio collaboro come consulente di studi tecnici per la realizzazione di piani PEBA – Piano Eliminazione Barriere Architettoniche come disability manager per la progettazione di studi dentistici completamente accessibili e per la risoluzione personalizzata delle diverse problematiche che persone disabili e anziani possono avere nel loro ambiente di vita. Vivendolo in prima persona, nel mio futuro professionale vorrei occuparmi sempre di più dell’aspetto dell’accessibilità che ancora oggi è molto trascurato”.

Chiara Sorrentino

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