Per Elisa

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A breve avrebbe dovuto affrontare l’ennesimo intervento chirurgico, ma un problema improvviso l’ha costretta a un ricovero d’urgenza a Baggiovara, dove è spirata un paio di giorni dopo, il 18 aprile. I funerali si sono svolti il 20, a San Nicolò, la sua parrocchia.
Elisa Contini se ne è andata alla vigilia degli 85 anni, ma il suo volto era rimasto quello di sempre, bello e senza età, uno specchio fedele della sua anima.
Per anni ha lavorato come amministrativa presso Lena Mode, ma il vero impegno della sua vita è stato quello alla San Vincenzo, un gruppo di donne dalla fede robusta e dall’atteggiamento mite, eleganti nei tratti e nei comportamenti.
“Con Elisa abbiamo condiviso moltissimo – ricorda Grazia Parmeggiani, anche lei vincenziana -; insieme abbiamo affrontato tante situazioni delicate, dolorose e proprio lì ho colto in lei una profonda dedizione all’ascolto. Dedizione e condivisione camminano insieme, ed Elisa sapeva condividere i dolori come le gioie. Al rosario erano presenti signore che abbiamo seguito, anche persone atee e questo la dice lunga sul legame che lei riusciva a instaurare. In varie occasioni ci siamo ritrovate a dirci ‘caspita, da queste povertà così profonde, quanta ricchezza dentro’.Una ricchezza che lavora e davanti al Signore quello che conta è questo”.
Grazia Parmeggiani parla di Elisa Contini come fosse ancora accanto a lei, l’esperienza vincenziana, le domeniche, le vacanze in montagna trascorse insieme sono la prova di un’amicizia forte e bellissima, rafforzata dalla fede comune.
“Elisa era paziente, docile, generosa, era ricca di tenerezza ma era anche una donna forte, tenace, che non si arrendeva. Non lo faceva davanti alle situazioni difficili e nemmeno davanti alle tante sofferenze fisiche patite”; aveva fiducia e lo testimoniava con un sorriso radioso, capace di illuminarle il bel viso di una serenità contagiosa.
Con Grazia ha condiviso anche l’amore per la montagna, forse perché le cime che svettano verso il cielo non sono che un’elevazione fisica verso l’infinito.
“Elisa la porto dentro di me – confida Grazia -, ma so già che mi mancherà moltissimo. Vedeva il buono e il bello e te lo richiamava quando ne avevi bisogno. E questo, dal mio punto di vista, significa bene allo stato puro”.
Accogliente, libera dai pregiudizi, con lei non ti sentivi giudicato ma abbracciato. Non aveva figli Elisa, ma la maternità spirituale, quella, le apparteneva con gioiosa pienezza.
A.B.

 

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