Via Valle: sterrata sì, colabrodo no!

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Definire pietoso lo stato in cui versa è a dir poco un eufemismo. Una situazione annosa, quella di via Valle, ben nota anche all’Amministrazione Comunale: “la strada, a fondo argilloso – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici, Simone Tosi – è particolarmente dissestata poiché soggetta al cosiddetto effetto spugna. A fronte delle segnalazioni pervenute, nel corso della primavera scorsa, decidemmo di inserire la via nel progetto di asfaltatura delle strade, intervenendo nel tratto compreso tra la ferrovia e la strada provinciale Romana nord (siamo tra Fossoli e Budrione) nei punti maggiormente deteriorati”. Proposta rispedita al mittente dalle sei famiglie residenti nel tratto poiché “l’intervento non avrebbe ottenuto i risultati definitivi sperati”.
“A quel punto – prosegue Tosi – pensammo di inserire via Valle in un progetto più ampio, che coinvolgeva vie simili come la Griduzza: lì, infatti, dopo un’indagine geologica e un consolidamento delle sponde laterali, si procederà a breve con un intervento sperimentale e se darà i risultati sperati, sarà applicato anche ad assi con problematiche simili”. Dopo l’ennesima fumata nera da parte dei residenti, l’Amministrazione ha deciso, il mese scorso, di limitarsi alla fresatura dell’asfalto, rendendo la strada “bianca”. Il calvario, però, per ogni automobilista – e non solo – che desidera percorrere via Valle inizia subito dopo il passaggio a livello, dove il manto stradale diventa un pericoloso e continuo susseguirsi di buche e smottamenti.
Che la strada sia bianca è accettabile ma che sia pure un colabrodo, no! Urge un immediato intervento da parte dell’Amministrazione affinché tutto l’asse venga rimesso in sicurezza, eliminando i residui di asfalto e riempiendo con altra ghiaia i crateri che si sono aperti.  Zona dal grande pregio naturalistico, via Valle, con le sue risaie, deve poter essere percorsa in piena sicurezza da chiunque desideri godere della bellezza della natura. Ora più che mai, con le risaie allagate e i numerosi uccelli migratori che le popolano. Le condizioni della via sono vergognose.
Dopo la pioggia, le buche si fanno ancor più insidiose, dal momento che non se ne percepisce la profondità. A ciò si aggiungono le fessurazioni e gli avvallamenti dell’asfalto rimasto che rappresentano delle vere e proprie minacce per pneumatici e ammortizzatori. Immersa nel silenzio della valle, la strada non è certo trafficata ma ciò non costituisce una giustificazione accettabile per lasciarla così com’è.
Jessica Bianchi

 

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