La tecnologia a misura di bambino

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Per parlare delle nuove tecnologie non si possono utilizzare i vecchi strumenti. E questo vale anche e soprattutto quando la comunicazione è rivolta ai bambini. E’ per questo che Jessica Redeghieri, 32 anni di Rio Saliceto, insegnante di scuola d’infanzia nonché appassionata di nuove tecnologie, ha deciso di aprire un canale Youtube e un sito web per condividere con i bambini idee, progetti e prodotti educativi, quelli che gli esperti del settore definiscono STEAM acronimo di Scienze, Tecnologia, Ingegneria (Engineering), Arte e Matematica.
Jessica quando hai iniziato ad appassionarti di tecnologia?
“Avevo 8 o 9 anni e nell’ufficio di mio padre c’era un Pc, che conservo tuttora. Cercavo di capire come funzionasse ed ero affascinata in particolare dai floppy disk perché era difficile spiegarsi come tante informazioni potessero essere contenute in oggetti così piccoli e particolari”.
Come è nata l’idea di aprire un canale Youtube?
“L’idea è nata da un videotutorial, registrato e pubblicato quasi per caso, allo scopo di aiutare alcuni ragazzi che stavano partecipando a un mio corso sulla creazione di videogiochi. Notando che il video era servito a moltissime persone ho pensato di continuare a condividere le mie scoperte tecnologiche. Sono partita dai videotutorial di applicazioni online per la didattica, ma poi ho introdotto sul canale altre mie grandi passioni: dalla robotica alla programmazione, dal making al tinkering (metodo educativo per avvicinare i bambini allo studio delle materie STEAM)”.
Nei tuoi video spazi dai giochi alle tecnologie digitali passando per i libri. Cosa hanno in comune le novità educative di cui parli?
“Tutte le novità di cui parlo mostrano come la tecnologia possa essere effettivamente un mezzo di scoperta, apprendimento e creazione. Il mio obiettivo è quello di offrire spunti per far comprendere a chi guarda i miei video o legge i miei post, che tutti possiamo avvicinarci senza paura alla tecnologia, ognuno con le proprie competenze, e trovare negli strumenti tecnologici anche un’occasione divertente di apprendimento. Un aspetto che mi sta molto a cuore e che cerco spesso di sviluppare nei miei corsi è quello della relazione. Quando parlo di un prodotto cerco di mettere in evidenza come la tecnologia non sia un affare individuale bensì un pretesto per genitori e insegnanti di imparare insieme ai bambini, e sviluppare le competenze in modo pratico e originale. Con il sito La Soffitta di Archimede cerco di realizzare proprio questo proposito attraverso consigli e incontri con genitori e bambini alla scoperta dei prodotti tecnologici”.
Quali sono, a tuo parere, le tecnologie che cambieranno significativamente il modo di insegnare e quello di imparare? E quali dovrebbero essere gli obiettivi della scuola?
“Penso che le tecnologie abbiano già portato un profondo cambiamento nelle modalità di scoperta dei ragazzi, utilizzatori quotidiani delle risorse che le tecnologie ci offrono. La scuola del presente, e non solo quella del futuro, dovrebbe avere come obiettivo primario quello di farsi carico di tutto ciò che la realtà offre per far scoprire ai ragazzi come formalizzare, sistematizzare e trasformare in competenze le informazioni, gli stimoli e le scoperte che fanno anche attraverso le tecnologie. Attraverso gli strumenti di creazione tecnologica è possibile mostrare ai ragazzi che sono in grado di rendere reali e tangibili le loro idee e i loro progetti in un’ottica di utilizzo attivo e non passivo degli strumenti”.
E quali sono invece i tuoi progetti per il futuro?
“Per il mio futuro prossimo desidero continuare il mio lavoro di diffusione attraverso il canale Youtube, La Soffitta di Archimede e l’associazione Connessioni Didattiche  per ampliare maggiormente le occasioni di confronto e formazione con genitori, bambini, ragazzi e insegnanti. Coltivo poi il sogno di creare uno spazio reale in cui offrire le mie competenze alle persone che mi verranno a trovare. Sono convinta, infatti, che l’aspetto più bello di una scoperta risieda nel poterla condividere con gli altri”.
Chiara Sorrentino

 

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