Commercio cittadino sul viale del tramonto

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C’è stato un tempo in cui il commercio carpigiano era florido, vivace e, soprattutto, diffuso. Numerosi gli assi viari e le “piazzette” più o meno centrali dove sorgevano, l’uno accanto all’altro, esercizi commerciali dall’offerta merceologica varia. Anno dopo anno però l’unico che pare resistere ai contraccolpi della crisi è Corso Alberto Pio anche se, probabilmente a causa dei costi degli affitti, qualcuno abdica in favore di posizioni probabilmente più economiche ed è di questi giorni la chiusura di Geox. Centro nevralgico dello shopping carpigiano, il corso sfavilla di luci e vetrine, mentre tutto intorno langue. Oltre ai sempre più impoveriti Corso Fanti e Cabassi, eccezion fatta per i soliti noti che stoicamente resistono da anni, e alle deserte vie Berengario – dove ora è spuntato persino l’Ufficio Riscossione del Comune di Carpi, segno evidente di quanto i tempi siano mutati e non certo in meglio – Nova e Rovighi dove a tenere le serrande alzate non restano che un pugno di negozianti, in periferia le cose non vanno molto meglio.
Tra le aree maggiormente desertificate vi è Piazzale Gorizia dove restano un tabacchi, un bar e una pizzeria da asporto. Insomma se via Roosevelt e via Cuneo insistono nel tentare di affermarsi quali contraltari commerciali del centro storico, in realtà in città per dedicarsi allo shopping non vi è più una gran scelta. Capitolo food a parte (sono tre le vetrine di White Lab – Food for Thought, il nuovo esercizio che inaugura questo mese in via Trento Trieste), l’offerta merceologica è sempre più omogenea e appiattita, le piccole “botteghe” storiche si contano sulle dita di una mano…  mentre vie e quartieri si impoveriscono di vetrine e il commercio cittadino procede dritto sul viale del tramonto. Amazon ringrazia.
J.B.

 

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