L’Hospice si farà: “sarà bello e di qualità”

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“Oggi, giovedì 21 dicembre, la prima simbolica pietra del futuro Hospice è stata posata”. Sono state queste le prime parole di Paolo Negro, presidente dell’Asp dei Comuni modenesi Area Nord, in occasione della formalizzazione della nascita della Fondazione Hospice San Martino di fronte al notaio Paolo Vincenzi. “Un passo decisivo” che renderà possibile dopo oltre quindici anni di discussione, “il raggiungimento di un traguardo fondamentale per tutta la comunità”, ovvero la realizzazione di una struttura dedicata al fine vita. Tre i pilastri della neonata fondazione: a “unire le forze”, sono state state, come prosegue Paolo Negro, l’Associazione Malati oncologici di Carpi, l’Amo dei Comuni modenesi Area Nord e l’Azienda di servizi alla persona dei Comuni modenesi Area Nord.
Dopo una lunga gestazione, spiega una commossa presidente di Amo Carpi, Franca Pirolo, “ora ci siamo. Finalmente potremo dare una risposta ai malati e alle loro famiglie in un momento della vita davvero difficile e delicato. Ho avuto la possibilità di visitare vari Hospice e sono certa, da ex paziente oncologica, che qualunque malato vorrebbe poter usufruire di uno spazio accogliente, contando su uno staff preparato. Siamo davvero orgogliosi di aver raggiungo questo importante traguardo”. “Sul nostro territorio manca l’anello di congiunzione tra il domicilio e l’ospedale” ha aggiunto la presidente di Amo dei Comuni Modenesi Area Nord, Donatella Pozzetti e la nascita della fondazione è fondamentale per riempire tale lacuna: “vi sono momenti in cui le famiglie non sono più in grado di gestire un malato tra le mura della propria casa ed è per questo motivo che noi ci siamo impegnati strenuamente per portare avanti un progetto capace di recare sollievo alle famiglie e vicinanza ai malati. Il primo passo per dotare il nostro territorio di un centro attrezzato per assicurare una morte dignitosa o un periodo di sollievo ai familiari è stato fatto”. La struttura (prevista nella programmazione sanitaria della provincia di Modena e definita dal Pal – Piano attuativo locale) prosegue Paolo Negro, sorgerà “in un’area baricentrica tra Carpi e Mirandola e sarà ubicata a Ponte Pioppa di San Possidonio nel sito dell’Ex Fornace di Budrighello. Una proposta, questa, urbanisticamente idonea e congrua che ha raccolto il consenso di tutti i tredici comuni dei due distretti (i 9 comuni dell’Area Nord e i 4 delle Terre d’Argine) e dell’Azienda Sanitaria”. “L’Hospice – aggiunge – l’architetto Antonio Armaroli di CAIREPRO – Cooperativa Architetti e Ingegneri – PROgettazione di Reggio Emilia che ha realizzato lo Studio di Fattibilità dell’Hospice – sarà un luogo a basso impatto, prevalentemente a un piano, che cercherà di ricreare l’ambiente domestico. Una struttura nella quale potranno fermarsi anche i famigliari. La scelta del luogo non è indifferente: l’area dell’Ex Fornace non è troppo isolata ma, allo stesso tempo, è bella e in mezzo alla natura grazie alla presenza dell’argine e di alberi ad alto fusto”. Un’ubicazione sulla quale si è sollevato un gran polverone proprio per la sua vicinanza all’argine del Secchia ma, commentano i tre soci promotori, “sono state vagliate tante soluzioni e tra queste quella di Ponte Pioppa è l’unica che si è rivelata congrua”. E circa la possibilità di non dover acquistare il terreno su cui erigere l’Hospice, per cercare così di limitare la spesa, Franca Pirolo, ammette: “nessuno ha avanzato l’ipotesi di donare un terreno”.
A gestire la struttura di 14 posti letto che costerà dai 3,5 ai 4 milioni di euro sarà la Fondazione San Martino: “il modello che abbiamo scelto – sottolinea il presidente di Asp – è quello di una fondazione di partecipazione. Abbiamo voluto creare una fondazione comunitaria, espressione dell’impegno di un intero territorio”. E il territorio sarà chiamato a fare la propria parte dal momento che i tre soci promotori apporteranno al patrimonio della neonata San Martino 900mila euro (500mila l’Asp e 400mila le due Amo) mentre le risorse ulteriori necessarie alla copertura dei costi mancano ancora all’appello (ndr – le Fondazioni di Mirandola e Carpi hanno prospettato un sostegno al progetto di 1 milione di euro ciascuno). Sono ancora numerosi i punti interrogativi, a partire dalla posa concreta della prima pietra: “l’auspicio – prosegue Paolo Negro – è che il 2018 sia l’anno della raccolta dei fondi necessari alla costruzione e della progettazione della struttura, la quale dovrà distinguersi per la sua bellezza e i suoi altissimi standard di qualità e il 2019 l’anno della costruzione. Di certo la nascita della fondazione rappresenta un punto di non ritorno: oggi è certo che l’Hospice si farà”. Sul perché l’Asp delle Terre d’Argine non sia parte della cordata promotrice della Fondazione San Martino, presieduta dall’avvocato Daniele Monari, Negro è laconico: “non penso sia imputabile a una non condivisione del progetto, certo se vorrà aderire in corsa, sarà la benvenuta”. Anche sul ruolo che occuperà l’Ausl nella futura gestione della struttura per Paolo Negro “è prematuro parlare. Prima era necessario costituire la fondazione poi verrà attivato un tavolo permanente di confronto con l’azienda sanitaria circa il modello di gestione maggiormente sostenibile da adottare. Ovviamente ci saranno un dialogo e una interlocuzione costanti”.  Quel che è certo, come ha riconosciuto Negro, è che “il bello dell’Hospice inizierà dopo la costruzione, quando la partecipazione popolare sarà fondamentale": il tema della sostenibilità della struttura, infatti, è indiscutibilmente uno dei nodi principali dell’intera operazione.
Jessica Bianchi

 

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