Nexive: qualcosa non va!

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Hanno incrociato le braccia per rivendicare i loro diritti i quindici lavoratori in forze alle due filiali di Carpi e Medolla di Nexive: committente che si occupa di distribuire la corrispondenza per privati e aziende, tra cui Aimag. Davanti alla sede carpigiana di via Papa Giovanni XXIII, al civico 150, i dipendenti, unitamente al sindacalista Raffaele Perfetto della Uil Trasporti di Modena hanno denunciato una situazione non più sostenibile: “Nexive – spiega il sindacalista – appalta il servizio a un consorzio milanese che a sua volta lo subappalta a società consorziate presso le quali sono assunti i lavoratori. Sono numerose le anomalie che abbiamo riscontrato all’interno delle buste paga per non parlare poi dei contratti part time a fronte di lavoratori impiegati  dalle 8 alle 10 ore al giorno”. All’appello, prosegue Raffaele Perfetto, manca “l’erogazione di alcune buste paga, a partire da quella di luglio con tanto di rimborso del 730: stiamo quindi parlando mediamente di 2.300 – 2.500 euro netti non percepiti dai lavoratori. Come se ciò non bastasse, ci è stato comunicato che nemmeno il mese di ottobre verrà pagato”. Tra le incongruenze rilevate dalla Uil vi è poi la modalità con la quale i dipendenti vengono stipendiati “sottoforma di premi lavoro ordinario e straordinario che consentono alle cooperative, che noi definiamo spurie, di eludere la tassazione. Da tempo siamo impegnati nel combattere questo tipo di situazioni dannose per coloro che, al contrario, rispettano le regole quotidianamente”. Le numerose richieste di incontro con il consorzio e le cooperative a cui il servizio è stato subappaltato, sinora sono cadute nel vuoto e per tale motivo i lavoratori sono ricorsi all’ultima arma a loro disposizione per tentare di far valere i propri diritti: lo sciopero.
“Io – spiega Sara – lavoro qui da otto anni e anche se il titolare è sempre stato lo stesso, le cooperative a cui è stato appaltato il servizio sono mutate creando notevoli problematiche.  Da oltre un anno, ad esempio, aspettiamo il Tfr della vecchia coop: risposte in merito non ne arrivano. L’unica cosa che ci è stata comunicata è che i soldi non ci sono e non ci saranno nemmeno per gli stipendi di ottobre”. Un malcostume che dura da troppo tempo: “non abbiamo percepito nemmeno la busta per il mese di luglio con i rimborsi Irpef e il Bonus Renzi dell’anno 2016 e negli ultimi mesi mancavano sempre dei soldi. I conti non tornano”. Il lavoro però c’è come spiegano i dipendenti: “al momento abbiamo ferme in magazzino circa 10mila bollette di Sinergas da distribuire tra Carpi e il territorio della Bassa modenese”.
“I nostri superiori  – denuncia un’altra dipendente – hanno minacciato tagli al personale e ci hanno comunicato che la benzina che utilizziamo per consegnare la corrispondenza, a bordo dei nostri scooter di proprietà, è a carico nostro. Questa situazione è davvero stressante: è assurdo doversi pagare il lavoro, per poter lavorare…”. 

Jessica Bianchi

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