Condomini in rosso!

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Una delle conseguenze più drammatiche legate alla crisi economica è la progressiva corrosione del reddito delle famiglie. Fenomeno, questo, che ha delle ripercussioni evidenti anche sul capitolo casa. Sono numerose anche nella nostra città le famiglie che, per malcostume o contingente difficoltà economica, non ottemperano al pagamento delle spese condominiali, mettendo così in seria difficoltà i propri vicini di casa virtuosi, i quali devono farsi carico del debito contratto onde evitare di vedersi staccare luce e riscaldamento. Ma quanti sono i condomini in rosso a Carpi? A rispondere è il geometra Dante De Simoni, amministratore di numerosi palazzi in città e nei comuni limitrofi.
Negli ultimi anni si è andato diffondendo il problema della morosità dei condòmini: dal vostro osservatorio qual è al momento la situazione?
“Il problema è stato creato dai finanziamenti erogati dalle banche tra il 2003 e il 2008, i famosi mutui sub-prime provenienti dagli Stati Uniti. In quegli anni le banche hanno erogato finanziamenti dal 120 al 150% del valore dell’immobile, soprattutto a cittadini extracomunitari, il che inizialmente poteva essere una cosa positiva, per aprire un mercato. Solo che poi la situazione è cambiata. Le rate dei mutui sono aumentate, e l’importo da restituire si è rivelato essere troppo alto. Oggi il problema della morosità continua poiché stiamo ancora scontando i residui di quei mutui: le banche hanno iniziato solo da un paio di anni a fare i pignoramenti e fino a quando i tribunali non riusciranno a vendere gli immobili, le morosità permarranno. Ricordo poi che dopo la vittoria dell’asta passano circa altri sei mesi prima che il giudice formalizzi ufficialmente l’assegnazione e solo da quella data si può ripartire daccapo recuperando però solamente il saldo dell’esercizio contabile in corso e quello precedente; la differenza rimane a carico degli altri condomini. Teniamo poi presente che, oggi, gli immobili all’asta sono talmente numerosi da riempire un elenco telefonico e, allo stesso tempo, la situazione economica generale non è certo rosea”.
Quali sono le situazioni più problematiche tra quelle che amministra?
“Il dato più preoccupante non è tanto la quantità di casi bensì il fatto che in ogni fabbricato – a Carpi e non solo – troviamo almeno una o due situazioni debitorie legate al mancato pagamento delle utenze. Morosità indipendenti dal tema dei mutui: il problema sostanziale è che mancano i quattrini. Il patrimonio immobiliare cittadino è obsoleto e necessita di manutenzioni straordinarie ma occorrono denari per rimettere mano alla manutenzione e all’adeguamento normativo delle parti comuni e agli impianti: siamo in attesa di vedere cosa prevederà la Finanziaria del 2017 in termini di sgravi fiscali per le opere di manutenzione ed efficientamento, i presupposti sono positivi. C’è tanta carne al fuoco e pochi mezzi per poterla cuocere adeguatamente…”.
Se qualcuno non ottempera alle spese condominiali è possibile tutelare gli altri proprietari?
“L’unico strumento che abbiamo a disposizione è quello di istituire un fondo ad hoc per far fronte ai problemi di liquidità determinati dal mancato pagamento delle quote da parte dei condòmini morosi. Il cosiddetto Fondo morosi, pur costituendo una questione dibattuta e fonte di controversie tra i condòmini in regola con i pagamenti, costretti a esborsi ulteriori per sopperire alla situazione provocata dai mancati versamenti di altri, è l’unica tutela adottabile per non vedersi staccare le utenze, quali gas, luce e acqua. Naturalmente, laddove è possibile sono soltanto i morosi a essere penalizzati, ad esempio chiudendo i loro contatori dell’acqua fredda. In questo modo, infatti, la Polizia Municipale e l’Ausl possono dichiarare l’inagibilità dell’appartamento, costringendo il proprietario ad andarsene. Una soluzione purtroppo soltanto parziale poiché, nonostante l’allontanamento del condòmino, il debito permane”.
Ci hanno segnalato alcuni problemi nel palazzo di via Leopardi, al civico 38: spese non pagate ed errato conferimento dei rifiuti nei bidoni condominiali. Voi non avete l’autorità per segnalare irregolarità ai vigili e far scattare sanzioni?
“Siamo subentrati come amministratori di questo condominio dopo l’esecuzione di un rilevante intervento alla fognatura, ad oggi non ancora totalmente ottemperato. In sede di assemblea abbiamo deliberato di costituire un Fondo Morosi (nel palazzo tre unità abitative sono state dichiarate inagibili e i relativi proprietari allontanati) e concordato un graduale piano di rientro con l’impresa di costruzione. Se i condòmini, una ventina circa, porteranno avanti quanto deciso, la situazione si risolverà certamente. Per quanto riguarda il capitolo rifiuti mi limito a dire che il condominio non può essere ritenuto responsabile per la scarsa educazione di pochi”.
Jessica Bianchi

 

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