Cosa rischiano i soci prestatori di Coop?

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Alcune settimane fa un’inchiesta di Luca Chianca, trasmessa dalla trasmissione Report, ha creato scompiglio e preoccupazione tra i soci prestatori di Coop. A finire nell’occhio del ciclone il prestito sociale, poiché, secondo la squadra di Milena Gabanelli, non sarebbe “tutelato in caso di crac finanziario”, mentre l’attività di prelievo immediato, costituirebbe un illecito, in quanto “esercizio abusivo dell’attività bancaria”. Ma è davvero così? I soci prestatori del neonato colosso Coop Alleanza  3.0 possono dormire sonni tranquilli o, in caso di crac, rischiano di perdere tutto come accaduto a quelli di CoopCa e Coop Operai di Trieste, in Friuli Venezia Giulia?
Siete stati accusati di esercizio abusivo dell’attività bancaria. Come risponde Coop Alleanza  3.0?
“Non c’è niente di illegittimo e Coop non esercita nessuna azione abusiva. Il prestito sociale è regolato dalla Legge fiscale e dalle autorità monetarie e creditizie, tra cui la stessa Banca d’Italia che, con un aggiornamento del 2007, pone vincoli e limiti alla raccolta. La gestione del prestito sociale, della sua raccolta e del suo utilizzo da parte delle cooperative è sempre stata improntata al rispetto delle norme, delle disposizioni attuative e delle circolari di origine fiscale o monetaria e creditizia (CICR e Banca d’Italia). Il prelievo è quindi possibile da parte dei soli soci prestatori in coerenza con tali disposizioni. Questa attività è dunque legittima e risponde alle esigenze espresse dai nostri soci prestatori. Banca d’Italia sta lavorando, anche con documenti sottoposti a pubblica consultazione, a una revisione delle previsioni in materia di raccolta del risparmio da parte dei soggetti diversi dalle banche e, quindi, anche della raccolta e del rimborso del prestito sociale da parte delle cooperative. La nuova normativa è ancora in fase di emanazione ma, naturalmente, tutti gli interventi che vanno in direzione di una maggiore garanzia e trasparenza a vantaggio dei nostri soci ci trovano favorevoli”.
In Friuli Venezia Giulia 3mila soci prestatori hanno perso circa 27 milioni di euro e a distanza di quasi due anni ancora non rivedono un quattrino. In caso di crac le banche hanno dei fondi di deposito di garanzia per tutelare i risparmi dei correntisti. In Coop il denaro dei soci prestatori è tutelato? Cosa accadrebbe in caso di fallimento?
“Per quanto riguarda il caso di CoopCa, in Friuli Venezia Giulia, Coop Alleanza 3.0 ha confermato la sua scelta di erogare a titolo di liberalità a favore dei soci prestatori di CoopCa, una somma di 13,5 milioni di euro, pari al 50% dei crediti dei soci.  Sul tema delle garanzie e della sicurezza del prestito sociale, proprio per rendere questo istituto uno strumento di risparmio in grado di offrire ulteriori tutele ai propri soci, Coop oltre a collaborare attivamente con la Banca d’Italia, ha aderito ai nuovi principi di autoregolamentazione emanati da Legacoop. Nel caso di Coop Alleanza 3.0, il prestito sociale è garantito dal patrimonio della nuova Cooperativa – che ammonta a 2,5 miliardi di euro, a conferma della solidità della stessa –   e disciplinato da un nuovo Regolamento che ne norma in modo stringente trasparenza e liquidità – con un vincolo di liquidità non inferiore al 30% e vincolo nell’immobilizzarlo in attrezzature, impianti e partecipazioni non superiore al 30%, al fine di renderlo disponibile per i soci in tempi brevi – e da un corposo sistema di controlli e verifiche, attraverso organi di vigilanza indipendenti”.
Quanti sono i soci prestatori di Coop Alleanza  3.0 e a quanto ammonta l’entità dei loro risparmi?
“I numeri confermano la fiducia dei soci prestatori nel prestito sociale: a fine 2015 i libretti erano 462.677, di cui oltre 12.400 aperti nel 2015, per un ammontare di 4,46 miliardi di euro e quasi 195mila carte socio attive per i pagamenti. Il prestito sociale non è solo un libretto, bensì rappresenta un modo per offrire al socio una remunerazione ai propri risparmi, coinvolgerlo maggiormente nella vita della Cooperativa e dotare la cooperativa stessa di risorse per poter esplicare al meglio i propri obiettivi di tipo mutualistico”.
Jessica Bianchi

 

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