Carpi a un bivio

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La dirigenza biancorossa non dovrà ora fronteggiare solo il possibile addio dei tanti “gioielli” di casa Carpi. L’amara retrocessione del Carpi in Serie B apre, infatti, un nuovo capitolo nella discussione fra Amministrazione Comunale e la società del patron Stefano Bonacini riguardo allo stadio Cabassi. Mancando la possibilità di giustificare un secondo esodo a Modena, considerata la mancanza del palcoscenico della massima serie, si riapre il capitolo inerente l’ampliamento dell’impianto cittadino per potervi così affrontare le partite casalinghe nella stagione 2016/17.  Il dialogo deve avviarsi con urgenza perché Carpi, città con una cultura sportiva ancora da consolidare, non può permettersi di perdere il patrimonio inestimabile rappresentato dalla società calcistica biancorossa capace di diventare negli ultimi anni calamita d’attenzioni nazionali vitali per aiutare l’economia dell’ormai ex capitale del tessile – abbigliamento.  Serve unità d’intenti: riunire attorno alle vecchie mura del Sandro Cabassi, massima rappresentazione della carpigianità, ogni tipo di interesse con l’unico obiettivo di ricreare i presupposti per un nuovo lustro contraddistinto da grandi imprese sportive. Il Carpi Fc non è solo di chi ama il calcio, bensì rappresenta la possibilità, per tutti, di vivere in una città pulsante e viva e non in un silenzioso e malinconico dormitorio.

Enrico Bonzanini

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