Genitori Figli con Handicap: un convegno a Soliera

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Domenica 8 maggio, alle 16, al Nuovo Cinema Teatro Italia di via Garibaldi 80 è in programma un convegno per il trentennale del Gruppo Genitori Figli con Handicap di Soliera. Sarà l'occasione per ripercorrere la storia dell'associazione solierese con uno sguardo ai progetti del presente e alle sfide del futuro.  Dopo i saluti introduttivi del sindaco Roberto Solomita e dell’assessore ai Servizi Sociali Andrea Selmi, interverranno Quinto Borghi, pedagogista tra i promotori del GGFcH, Piero Tamassia, genitore e tra i fondatori del GGFcH, Maria Valicenti, genitore e fondatore di "Insieme per una vita", Paola Rinaldi, presidente di GGFcH ed Elena Pedroni, volontaria dello spazio Accanto. Seguirà buffet. L’incontro sarà anche l’occasione per la presentazione e la distribuzione del libro: "Ehi… non sono mica un pollo! 30 anni di Gruppo Genitori Figli con handicap e 10 anni di Accanto a Soliera”.  Venerdì 6 e sabato 7 maggio, alle ore 21, al Nuovo Cinema Teatro Italia, andrà in scena lo spettacolo Pinocchio. La vita segreta con gli attori imperfetti dell'associazione GGFH diretti da Matteo Carnevali. “Il GGFcH è nato nel 1986 – racconta la presidente Paola Rinaldi – su iniziativa di alcuni genitori, accomunati dal fatto di avere figli con disabilità, che sentivano la necessità di unirsi e presentarsi come associazione, per aiutarsi vicendevolmente e portare avanti alcune battaglie sui diritti dei propri figli. All’epoca le criticità riguardavano le scuole, che nel tempo hanno compiuto consistenti passi avanti. Il tema si è quindi progressivamente spostato al post periodo scolastico. Finite le superiori, i più fortunati – qualche anno fa, prima della crisi – trovavano da lavorare, magari in grandi ditte del territorio. Ma veniva meno una continuità relazionale extra familiare. Lo spazio Accanto? Nacque nel 2006 da un gruppo di amici per stare insieme – accanto, appunto – a questi amici con qualche difficoltà. L’esperienza teatrale con Matteo Carnevali? E’ partita in via sperimentale, su proposta della Fondazione Campori. Già durante il primo anno di laboratorio, notammo che alcuni dei ragazzi avevano fatto un cambiamento notevole nella capacità di comunicazione”.

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