Carpi of Rock

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E’ possibile creare un’opera-rock che oltre a musica sia anche fiaba, partita a scacchi e libro illustrato? Sono questi gli elementi dell’ambiziosa sfida raccolta dal giovane musicista e compositore carpigiano Carlo Alberto Colombini insieme alla band Nice (il cui nome dà il titolo anche a questo suo primo lavoro evocando in un sol colpo Lewis Caroll, gli Yes e i Queen). Colombini ha tentato di fondere tre opere in una, creando, di fatto, non solo un disco, quanto piuttosto un mondo. Tutto ha inizio da una partita di scacchi, trasposizione di uno scontro tra razionalità e fantasia, raccontata attraverso una favola. Nice, il protagonista, è un ragazzo che ama vivere attraverso la propria fantasia e vorrebbe, più di ogni altra cosa, essere all’altezza di tutti quelli che sono riusciti a spingerla oltre i propri limiti. La notte del solstizio d’inverno, sentendosi cresciuto e temendo di averla perduta, prega affinché ritorni. Una voce femminile lo invita a partire, poiché, spiega, la fantasia non può essere trovata con metodi razionali ma, al contrario, dev’essere conquistata, fisicamente. La voce si rivelerà appartenere alla Donna Bianca, regina che ha estremo bisogno del ragazzo, poiché la preghiera di Nice ha risvegliato il Re Nero – addormentato dopo essere stato sconfitto in un’antica partita – e una nuova guerra è imminente. Al termine di numerose e incredibili avventure, Nice vittorioso, riuscirà finalmente a comprendere la necessità di creare una simbiosi tra fantasia e razionalità all’interno dell’animo umano. Il progetto musicale che sorregge l’articolata trama include nove brani: saranno pubblicati a puntate nell’arco del 2016 – il primo è già uscito, il secondo è previsto il 22 aprile – sul sito niceworld.it. Lo stile, principalmente rock, si deve soprattutto alla scelta della formazione semplice: batteria, basso, pianoforte, chitarre e voci. Gli arrangiamenti richiamano il rock degli Anni Settanta, pur con armonie più classiche e molto meno blues. “Nice – spiega Carlo Alberto – non è solo un concept-album, bensì un viaggio attraverso un mondo che si può visitare con occhi sempre diversi, godendo prima dell’opera, poi della fiaba, quindi della partita a scacchi, delle citazioni e dei riferimenti a opere letterarie e musicali disseminati nei testi e, infine, degli enigmi lasciati all’ascoltatore più attento e volenteroso. Nice è insomma un grande gioco che metterà alla prova quanti vorranno entrarvi”. Ad affiancare nell’impresa il giovane diplomato in canto, laureato in Contemporary Popular Music e frequentante il Corso di Composizione presso l’Istituto Musicale Vecchi-Tonelli, il batterista Marco Camagna, il chitarrista Lorenzo Giliberti, il bassista Fabio Lanzi, il fonico Marco Maccari, l’illustratore Umberto Sacchelli, l’esperto di animazioni Massimo Montepagani e il web designer Federico Remondi. La novità di Nice risiede in sostanza nella modalità narrativa, a più livelli e interattiva. Può essere infatti ascoltato con la stessa semplicità di un racconto attorno al fuoco, ma richiede attenzione a chi desideri coglierne i particolari nascosti. Nice, dunque, mette letteralmente alla prova, perché non regala nulla: ogni citazione musicale o letteraria, ogni riferimento, ogni nome, ogni data, gli enigmi, la partita a scacchi stessa, tutto dev’essere rintracciato, disseppellito e portato alla luce. All’ascoltatore è richiesto un contributo, poiché poco viene detto esplicitamente, ancor meno rimane in superficie e nulla accade per caso. Nice punta in alto poiché sfida l’ascoltatore e, così facendo, oltrepassa la concezione del semplice album. “Il problema è che assistendo a un’opera o a un musical si entra nell’atmosfera semplicemente mettendo piede in teatro, aiutati da una componente visiva che chiarisce molte cose. Viceversa, nei concept-album si è sempre e comunque un ascoltatore passivo, legato a testi ascoltati sul momento e, dunque, più l’argomento è astratto, più diventa complesso esserne partecipi. Amando i libri mi sono sempre chiesto quanto, in un’opera d’arte, significati e livelli di lettura che ci vengono suggeriti dai critici siano realmente frutto della volontà dell’autore e non invece interpretazioni a posteriori. E’ possibile che un autore voglia nascondere più significati? A quanti livelli possiamo arrivare? In Nice ho voluto darmi una risposta, giocando a nascondere, citare e lasciar intendere, in tutti i modi che mi venivano in mente”.
Il risultato, questa rock opera, è frutto di tre anni di intenso lavoro, svolto in maniera completamente gratuita da chi vi ha preso parte. Segno, questo, che alla base di un progetto artistico possono ancora esservi passione, talento e volontà di raggiungere alti livelli espressivi, mettendo in secondo piano il guadagno o l’idea della fama. Tanta è l’energia creativa, che Carlo Alberto e il suo gruppo hanno già intenzione di realizzare una seconda opera. Con la testa e con il cuore, Come Nice, il loro eroe.
Marcello Marchesini

 

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