Il ritorno dei legionari

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Ci sono persone che possono viaggiare nel tempo, vivendo in un passato lontanissimo di cui abbiamo tracce solo da testi e dipinti antichi, come quello dell’antico Impero Romano.  Sono i reenactors, ovvero i “rievocatori” che per hobby impersonano il ruolo di una persona vissuta in un determinato periodo storico, calandosi perfettamente nella parte senza tralasciare nessun particolare. Il carpigiano Alessandro Bertellini è socio titolare di una ditta che commercializza strass, oltre a essere marito di Rosi e padre di Tomas ed Elias. Ma questa è solo una parte della sua vita.
“Ci sono giorni in cui smetto di essere Alessandro Bertellini e divento Alexander Vitrvria, un legionario dell’antica Roma al servizio dell’Imperatore, insieme a me mio figlio Tomas, Tomasis Vitrvria, di 17 anni”.
Alessandro e Tomas fanno parte dell’associazione di archeologia sperimentale Legio 1 Italica: il progetto volto a ricostruire una legione dei primi secoli dell’Impero, equipaggiata in modo estremamente fedele.
Oltre ad Alessandro e Tomas conta circa altri 140 iscritti provenienti da tutta Italia e anche da Croazia, Inghilterra e Svizzera. Gli aspiranti legionari vengono reclutati in base alle loro capacità fisiche e conoscenze storiche. Un po’ attori, un po’ stuntman e un po’ guide storiche, sono persone abituate ad allestire accampamenti (castrum), capaci di spiegare agli spettatori fatti e curiosità relativi al periodo storico interpretato, abili anche nel maneggiare armi e utilizzare armature.
Quando si ritrovano per i loro eventi si liberano delle loro vesti di uomini contemporanei e indossano quelle di antichi soldati e comandanti romani: il subarmalis, ossia il corpetto con spalline imbottite utilizzato per proteggere la pelle dal contatto diretto con l’armatura, la lorica hamata, ovvero la cotta di maglia realizzata con anelli metallici, oppure la lorica segmentata, la tipica armatura a fasce di ferro o, ancora, la lorica squamata, gli schinieri per proteggere le gambe, lo scudo in legno coperto da pelle e bronzo e l’elmo attico. In una mano sempre la spada (il gladio) e nella gola urla di incitamento rigorosamente in latino, per procedere poi alla classica formazione a testuggine che si vede sempre nei film e che tanto piace agli appassionati.
Qual è la molla che ti spinge a ritornare a un mondo passato?
“Sono circa due anni che sono in Legio. Mi ha sempre affascinato la nostra storia e la grandiosità dell’Impero Romano che nel periodo della sua massima espansione controllava quasi tutta l’Europa, gran parte del Medio Oriente e dell’Africa. Sin da bambino ho sempre desiderato interpretare il personaggio del legionario, perchè ammiro il coraggio, la forza e la tenacia che dimostravano i soldati romani quando combattevano in imprese eroiche, finchè nel 2014 a un’edizione di Mutina boica, la rievocazione storica gallo romana organizzata ogni anno a Modena, ho conosciuto per la prima volta questo gruppo e ne sono rimasto colpito positivamente, decidendo di arruolarmi, portando con me mio figlio Tomas”.
Quali sono le sorprese e le fatiche di questa straordinaria avventura che trascende il limite temporale?
“E’ una full immersion nella storia. Si vive esattamente come a quei tempi: dal dormire sulle brande all’interno delle tende costruite da noi, al riscaldarsi con il fuoco, dal mangiare come i legionari  con posate di legno e stoviglie di terracotta fino al ragionare e pensare proprio come loro.  L’attrezzatura è tutta replicata sulla base dei reperti museali: nulla è lasciato al caso, all’insegna di una rigorosa fedeltà storica. Ogni persona riveste un ruolo diverso nella Legio: ci sono i gradi militari proprio come allora.  Normalmente svolgiamo le nostre attività di rievocazione storica in giro per l’Europa da aprile a novembre e nei restanti mesi facciamo allenamento una volta al mese in palestra. Gli appuntamenti prevedono un misto di battaglie vere e proprie con l’uso di armi in ferro non appuntite e scudo in legno”.
Quali sono i luoghi simbolo dell’Impero Romano in cui siete stati?
“Cerchiamo di toccare tutte le tappe principali della storia bellica romana.
L’anno scorso siamo stati a Teutoburgo in Germania dove abbiamo rievocato la battaglia contro i germani davanti a una folla entusiasta di 15.000 tedeschi. In seguito, siamo partiti alla volta dell’Austria nella città di Ehrenberg per una manifestazione multiepocale; e poi ancora a Burnum in Croazia, a Bondeno di Ferrara, sul Lago Trasimeno per le riprese della trasmissione Ulisse di Alberto Angela e sul Vallo di Adriano al confine tra Inghilterra e Scozia.
In particolare, quest’ultimo viaggio che abbiamo fatto a settembre dello scorso anno è stato molto emozionante. Eravamo sul limite estremo di quello che era l’Impero, ed è stata una sensazione incredibile pensare di trovarsi esattamente nel luogo da dove 2000 anni prima i nostri antenati erano arrivati a dominare il mondo portando la nostra civiltà.
Si trattava della prima rievocazione storica sul posto e per l’occasione è intervenuta anche l’emittente televisiva BBC per trasmettere la nostra performance in diretta sul principale canale inglese”.
Quali sono i prossimi eventi in programma?
“Il 6, 7 e 8 aprile saremo presenti con uno stand alla Fiera del Restauro di Ferrara, mentre per quanto riguarda le date internazionali il 6, 7 e 8 maggio andremo a Martigny in Svizzera per la Fetes du Forum”.
Chiara Sorrentino

 

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