Uniti contro i ladri anche in centro storico

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Nonostante lo scetticismo di alcuni residenti decollerà anche in centro storico il Gruppo di controllo del vicinato fortemente voluto da chi abita in via San Bernardino da Siena ma esteso a via Rovighi e a Corso Alberto Pio. A farsi promotrice dell’incontro di presentazione del progetto è stata una cittadina, Paola Guaitoli, che ha chiesto alla comandante della Polizia Municipale delle Terre d’Argine Susi Tinti di intervenire presso la sede dell’Anpi, lunedì 6 marzo, per illustrare le caratteristiche dell’iniziativa.
L’interesse dei presenti, in tutto una trentina, è stato fin da subito evidente e sono state tante le domande a cui la stessa comandante ha dato risposta. Chi è intervenuto ha fatto riferimento alla propria esperienza personale raccontando della segnalazione alla polizia di una persona che camminava sui tetti e sui lucernari, di un furto subito, della necessità di poter contare sulla certezza della pena invocando uno Stato che protegga e tuteli i suoi cittadini. “Lo Stato siamo anche noi cittadini” ha chiarito la comandante. I più sembrano comunque favorevoli a intraprendere la strada del Controllo di vicinato perché l’intenzione condivisa è quella di rendere la vita più difficile ai ladri collaborando con le forze dell’ordine.
“Per cominciare ogni cittadino deve individuare le vulnerabilità strutturali, ambientali e comportamentali” sottolinea la comandante Tinti riportando esempi banali, dal cancello lasciato aperto per abitudine alla borsa lasciata in auto per accompagnare il figlio all’asilo, al rischio di dare suggerimenti ai ladri descrivendo su Facebook la propria giornata. Ma il Controllo di vicinato supera il confine del singolo e recupera “la dimensione del cortile, quella che in passato creava naturali relazioni di fiducia e reciproco sostegno”. Scorrono le immagini di un video realizzato dai carabinieri di Lucca, uno dei primi comuni a sperimentare nel 2008 in Italia il Controllo di vicinato, e vengono elencati i comportamenti da adottare tra vicini: scambiarsi i contatti, ritirare la posta l’uno dell’altro, guardarsi intorno, affacciarsi quando suona un allarme, annotare le anomalie, “collaborare perché la sicurezza è un bene di tutti. Gli agenti di Polizia Municipale nel territorio delle Terre d’Argine sono un centinaio: un vigile ogni mille abitanti circa – aggiunge la comandante – ma voi, coi vostri occhi, potete garantire uno sguardo più attento al territorio”. La sperimentazione di San Martino Secchia sta dando buoni risultati e, oltre a un ritrovato senso civico, si è costituita una rete utile anche al di là delle esigenze di maggiore sicurezza della frazione in cui gli aderenti al gruppo di Controllo del vicinato comunicano con le radiotrasmettenti ma basta un gruppo su whatsapp per scambiarsi messaggi. Non si tratta di fare gli eroi o le ronde, ma di osservare, ascoltare, chiamare le Forze dell’Ordine.
Sara Gelli

 

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