L’allarme non basta

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Non è stato difficile individuare a Santa Croce un’abitazione visitata recentemente dai ladri. Siamo nella zona delle scuole e qui più di una famiglia ha dovuto fare i conti con un furto da Natale a oggi. I pezzi di plastica dell’allarme frantumato sono ancora nel giardino di una giovane coppia che ricorda molto bene la giornata del 30 gennaio scorso. “Volevamo concederci una giornata rilassante alle terme ma così non è stato. Eravamo di ritorno quando, all’altezza di Mantova è arrivato l’sms: l’allarme era scattato in casa ma ci siamo detti che mancava poco all’arrivo e forse si era solo scaricato il sensore. Invece erano entrati i ladri: dopo aver spaccato la scatola dell’allarme sulla parete esterna della casa e disattivato i lampioncini in giardino, sono saliti sulla pensilina e hanno sfondato le ante della finestra del bagno, dotata di allarme ma, senza inferriate”.

Una volta dentro si sono preparati la via di fuga: hanno recuperato una chiave per aprire le inferriate della sala al piano terra e hanno aperto la porta finestra dopodiché hanno setacciato la casa da cima a fondo, “senza fare troppo disordine, insomma sapevano dove guardare, e hanno preso tutto l’oro che era nel mio cassetto e l’orologio che mi aveva regalato mio marito in occasione della nascita di nostro figlio” racconta la giovane signora. Nella sala al piano terra hanno aperto due cassetti ma non c’era niente da rubare anche perché “per un caso fortuito avevo dimenticato in ufficio la valigetta della macchina fotografica del valore di più di duemila euro” aggiunge il marito. “Non riusciamo a spiegarci perché, dopo aver arraffato le chiavi dell’auto che era parcheggiata fuori, non l’abbiano rubata. Hanno posato le chiavi sul davanzale di una finestra e lì le abbiamo ritrovate”.

Non contenti, dopo essere usciti, hanno tentato il colpo in un’abitazione poco distante piegando l’inferriata: una persona che faceva jogging ha notato qualcosa di strano e ha avvisato un residente che è uscito di casa per andare a controllare mentre la moglie chiamava le Forze dell’Ordine. I quattro erano ancora lì con un piede di porco in mano e, scoperti, se ne sono andati senza troppa fretta”.

Hanno raggiunto l’auto per fuggire ma non si è acceso il motore e, a quel punto, alla vista della polizia se la sono data a gambe nella campagna di Santa Croce. I poliziotti li hanno inseguiti, ma si sono dileguati. “Gli agenti ci hanno ribadito che avremmo dovuto chiamare immediatamente il 113 all’arrivo del messaggio sul cellulare perché l’intervento delle Forze dell’Ordine avrebbe potuto evitare il secondo colpo. Ci hanno anche spiegato che il più delle volte sono disarmati proprio perché non hanno alcun interesse a fare del male alle persone. Il loro scopo è rubare e l’allarme non li ha indotti a desistere”.

L’idea che si costituisca un gruppo di vicinato per controllare la frazione è stata accolta con entusiasmo: “avevamo già scritto alla Polizia Municipale per avere notizie di questa iniziativa. Siamo contrari alle ronde ma condividere segnalazioni e collaborare può servire a fermare quest’ondata di furti nella zona di Santa Croce”.

Sara Gelli

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