Carpi: è allarme furti?

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Borseggi, scippi, rapine, taccheggi: è ancora il furto, in soldoni la criminalità predatoria, a dominare lo scenario della delittuosità in Italia. Tra l’altro con un trend in crescita, in controtendenza rispetto al complesso dei reati. Quelli denunciati, che calano. E’ questo il quadro, allarmante, che emerge dalle elaborazioni del Sole 24 Ore basate sui dati 2014 del Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno. Un’amara e desolante fotografia, quella tracciata, che parla chiaro: i furti puntano al Centro Nord ed è l’Emilia Romagna ad aggiudicarsi il non ambìto primato. Al vice questore aggiunto Emanuela Ori, dirigente del Commissariato di Polizia di Carpi chiediamo in quali condizioni versi la nostra città.
Dottoressa, aumenta tra la cittadinanza un generalizzato senso di insicurezza. Tale sensazione corrisponde a un effettivo peggioramento della sicurezza in città?
“Da alcuni anni tale percezione di insicurezza spesso, non trova poi riscontro nella realtà dei fatti. Per noi è molto difficile poter rassicurare la comunità quando un singolo furto, consumato in una determinata zona, viene talmente amplificato da diventare per giorni l’unico oggetto di discussione. Non è poi raro che anche gli organi di stampa diano rilievo a reati, perlopiù sporadici, e ciò abbassa ulteriormente il senso di insicurezza dei cittadini. Sicuramente la situazione non è semplice ma le forze operanti sul territorio stanno facendo tutto il possibile”.
Sono in aumento i reati predatori?
“No, al contrario, abbiamo avuto un sensibile calo. Probabilmente i dispositivi messi in opera congiuntamente da tutte le Forze dell’Ordine, stanno dando i loro frutti. Il lavoro sinergico di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, con l’ausilio della Polizia Municipale dell’Unione delle Terre d’Argine, sta producendo risultati importanti. Siamo soddisfatti”.
Molti cittadini, esasperati e amareggiati non denunciano nemmeno più i furti. Quanto è importante denunciare anche ai fini di una eventuale mappatura del crimine?
“Oggi possiamo fare affidamento su sistemi estremamente avanzati di georeferenziazione dei reati, grazie ai quali è possibile osservare quotidianamente quali sono le zone colpite da determinate tipologie di reato. In base a ciò strutturiamo poi il nostro intervento sul territorio, mediante l’invio di pattuglie e uomini in divisa e in abiti civili. L’intento è insomma quello di potenziare la lotta al crimine – di diversa natura e gravità – e, insieme, garantire una migliore protezione del territorio con un più mirato schieramento delle Forze dell’Ordine là dove servono in un dato momento. L’anno scorso avevo fatto la scelta di far uscire più pattuglie in borghese ma molti cittadini si erano lamentati poichè non vedevano la polizia. Oggi la cittadinanza ha infatti bisogno di vedere la divisa: non so quanto questo sia più o meno efficace per la repressione dei reati ma è certamente maggiormente rassicurante per i cittadini”.
Quali sono le zone più delicate in città e perciò da voi maggiormente attenzionate?
“Tutte le zone sono al centro della nostra attenzione e del nostro intervento poichè i furti si verificano a macchia di leopardo, dal centro storico alla zona industriale… aree che monitoriamo anche nei momenti apparentemente più tranquilli, ovvero nelle ore centrali della giornata, poiché i furti vengono perpetrati in qualsiasi momento”.
Si sono verificate alcune aggressioni ai danni di donne all’interno delle proprie automobili parcheggiate. Come ci si può difendere da tali atti criminosi?
“Non appena si entra in auto occorre chiudere immediatamente la portiera; è poi consigliabile parcheggiare la propria auto vicino a una fonte di luce e mai in luoghi isolati. Inoltre molte donne hanno la brutta abitudine di posizionare la propria borsa sul sedile del passeggero, comportamento da evitare poiché immediatamente notato da eventuali malintenzionati”.
Non  si arresta l’ondata di truffe perpetrate ai danni dei più fragili, in particolare anziani. Qual è la raccomandazione che si sente di far loro?
“La prima raccomandazione che mi sento di fare la rivolgo ai figli e ai nipoti. E’ necessario che questi spieghino ai propri cari cosa fare e, soprattutto, chi contattare. Si sono verificati casi in cui i truffatori si sono persino finti operatori delle Forze dell’Ordine: accanto al telefono le persone anziane dovrebbero avere un elenco scritto a grandi caratteri con tutti i numeri utili da comporre ben prima di aprire la porta per accertarsi se Carabinieri,  Polizia, Finanza, compagnie telefoniche o quant’altro hanno effettivamente mandato qualcuno a bussare alla loro porta”.
Quanto è importante la collaborazione dei cittadini per contribuire a rendere il territorio più sicuro?
“Tocca un tasto dolente… La collaborazione dei cittadini è importantissima ma, nella maggioranza dei casi,  quando interveniamo, soprattutto dopo furti in abitazione, ci sentiamo dire dai vicini di aver visto persone o auto sospette aggirarsi nella via addirittura da giorni. I furti possono essere perpetrati nell’immediatezza ma, spesso, si consumano dopo vari sopralluoghi: qualora si dovessero notare individui sospetti, è necessario contattare le Forze dell’Ordine.
Una volta identificate le persone, infatti, soprattuto se si tratta di stranieri che non hanno motivo di rimanere in zona, abbiamo la possibilità di procedere con provvedimenti amministrativi per allontanarli dal territorio. Allertare Polizia e Carabinieri può, a tutti gli effetti, contribuire a sventare atti criminosi. D’estate veniamo letteralmente tempestati di telefonate perché qualche ragazzino sotto casa fa rumore e poi assistiamo, increduli, a furti con spaccate di vetrine o abbattimento di muri e nessuno ha sentito nulla: non è possibile”.
Jessica Bianchi

 

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