Anche Carpi ha paura dei vaccini

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Bambini e vaccinazioni. Il tema è di quelli caldi, capaci di spaccare l’opinione pubblica.  Dopo la morte di una piccina di soli 28 giorni al Sant’Orsola di Bologna con la pertosse, la guerra sulle vaccinazioni pediatriche, combattuta a colpi di tweet e “mi piace” sui social network, impazza, mentre la linea del rigore annunciata dall’assessore regionale Sergio Venturi (“bisogna ricominciare a segnalare alla Procura dei minori i genitori che non vaccinano i figli”) divide. Tutela della salute pubblica o violazione della libertà personale?
Nel nostro Paese sono scese al di sotto del 95% le vaccinazioni per poliomielite, tetano, difterite ed epatite B e la percentuale scende ulteriormente per le vaccinazioni contro morbillo,  parotite e rosolia che raggiunge una copertura dell’86%, diminuendo di oltre 4 punti percentuali (l’Emilia Romagna vede un 86% di  bambini vaccinati contro la parotite, il 92% contro la difterite, l’86% per il morbillo, l’84% per la rosolia, il 93% per  l’epatite B e il 94% per tetano e poliomelite). Secondo il neopresidente dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) Walter Ricciardi, siamo al limite della soglia di sicurezza per evitare grandi focolai di malattie infettive. Perdere la cosiddetta immunità di gregge, infatti, aumenta il rischio che bambini non vaccinati si ammalino, che si verifichino epidemie importanti, che malattie per anni cancellate non siano riconosciute e trattate in tempo. “E’ necessario che, a fronte dei dubbi dei cittadini, gli operatori siano in grado di far comprendere che la mancata vaccinazione crea un rischio più alto rispetto a quello temuto di effetti collaterali.  I dubbi – sottolinea Ricciardi – sono dovuti al fatto che si è persa la memoria storica delle epidemie che, prima che fossero scoperti vaccini e antibiotici, falcidiavano intere generazioni”. E a Carpi, com’è la situazione?  Secondo gli ultimi dati, nel nostro distretto nascono poco meno di mille bambini all’anno: circa 40 i piccoli che mediamente non vengono vaccinati per scelta della famiglia.  Sette anni fa erano meno di 10. Col passare del tempo, la paura della vaccinazione, è cresciuta anche alla Corte dei Pio.
J.B.

 

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