“Riappropriamoci della nostra salute”

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Liste d’attesa eterne per accedere a prestazioni sanitarie ospedaliere. Code infinite in Pronto Soccorso dove oltre l’80% degli accessi è costituito da codici bianchi e verdi. E’ evidente quanto sia necessaria un’appropriata informazione ai cittadini per favorire una maggiore responsabilizzazione all’utilizzo dei servizi sanitari, favorendo al contempo corretti stili di vita. Questi gli obiettivi del corso di formazione dal tema Prevenzione e sani stili di vita, rivolto al mondo dell’associazionismo che prenderà il via alla Casa del Volontariato di Carpi. Cinque giornate di approfondimento e sensibilizzazione volute da Forum Terzo Settore e Comitato Consultivo Misto dell’Azienda Usl di Modena, col patrocinio di Fondazione Casa del Volontariato e Unione delle Terre d’Argine. “Sgomberiamo immediatamente il campo da ogni equivoco – spiega il direttore del distretto sanitario, Claudio Vagnini – attraverso questo corso noi non vogliamo formare dei nuovi educatori alla salute, bensì dei divulgatori. Sono particolarmente orgoglioso e soddisfatto poiché con queste giornate ribaltiamo completamente l’ottica. Così come nelle scuole, da anni, abbiamo puntato sulla peer education, ora tentiamo di arrivare ai cittadini in modo nuovo. Trasversale, alla pari. Non saranno più soltanto i professionisti ad andare nei circoli, durante una partita a carte, i nostri divulgatori parleranno agli amici dell’importanza di adottare corretti stili di vita: dall’abolizione del fumo a un moderato consumo di alcol, alla necessità di compiere attività fisica e svolgere preziosi esercizi per la memoria. Un approccio diverso all’educazione alla salute quindi, per ribadire, ancora una volta, quanto ciascuno di noi sia responsabile del proprio stato di salute fisico e mentale per evitare di incorrere in numerose patologie”.
Se da un lato “l’azienda sanitaria di Modena deve fare di tutto per efficientare e aumentare le prestazioni sanitarie, il corso che prenderà il via il 20 ottobre, si pone anche l’obiettivo di insegnare a ricorrere in modo appropriato a visite ed esami diagnostici per evitare così di allungare a dismisura i tempi di attesa”, aggiunge Carlo Alberto Fontanesi, in rappresentanza del Forum Terzo Settore.
“L’offerta di una maggiore produttività e di strumentazione rappresenta certo il primario intervento per rispondere a una generale insoddisfazione dei cittadini. Tuttavia – ribadisce il presidente del Comitato Consultivo Misto Paolo Zironi – è fondamentale la razionalizzazione della domanda, al fine di diminuire la pressione sul versante dei servizi sanitari, attraverso una maggiore responsabilizzazione dei cittadini nel riappropriarsi della loro salute. Da ciò è nata la volontà di approntare un corso per dare delle competenze ai volontari che quotidianamente operano in ambito socio – sanitario affinché diventino informatori all’interno delle loro associazioni e in tutto il territorio, a partire dai luoghi di aggregazione.
L’intenzione è quella di consolidare questo primo gruppo, per poi formarne altri e allargare sempre più questo processo a rete”. Pur preoccupato per i tempi di attesa in sanità, “sui quali comunque siamo già nettamente migliorati”, Vagnini, rilancia: “da sanitario, la mia apprensione principale è che i cittadini vivano bene, capendo come prendersi cura di sé da soli.
Ciò non significa non ricorrere al medico di famiglia o allo specialista in caso di necessità bensì spezzare cattive abitudini dalle nefaste conseguenze. Molti sono schiavi di una pubblicità criminale (basti pensare ad alcol e gioco) la quale genera una situazione a dir poco schizofrenica. Ricordiamoci che la medicalizzazione continua non favorisce il benessere, vivere con sobrietà e responsabilità, sì”.
Jessica Bianchi

 

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