Mercato coperto al punto di non ritorno?

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Il mercato coperto di Carpi pare essere giunto al capolinea e i consorziati, quelli rimasti, appaiono a dir poco sfiduciati e sconsolati. “Ipotizzare ciò che succederà nel breve e medio periodo è difficile ma, purtroppo, – ci racconta uno dei pochi commercianti rimasti – ci sono tutti i presupposti per una chiusura”.
Le cause? Molteplici, dalla contrazione dei consumi al calo delle vendite, all’abbandono “di molti consorziati sfiduciati (da 13 sono scesi a 6) che, lasciando liberi numerosi spazi e non essendo stati rimpiazzati, hanno reso l’affitto e i costi di gestione a dir poco insostenibili”. Entro la fine dell’anno, la sede dello storico mercato coperto, di proprietà del Comune di Carpi, chiuderà i battenti. E poi? “Probabilmente – aggiunge l’esercente – finirà nelle mani della grande distribuzione… l’unica cosa certa è che a meno che non ci sia l’intenzione di costruire un dialogo e un confronto con i commercianti che vorranno restare, noi siamo tutti a spasso”. Sulle bocche di molti ricorre il nome di Conad ma, al momento, dall’insegna non sarebbero ancora giunte manifestazioni di interesse per questo spazio a due passi da Piazza Martiri. A decidere del futuro della struttura, comunque, sarà il proprietario, ovvero il Comune. All’ente pubblico, al quale spetta l’ultima parola, è affidato il compito di decidere cosa fare di quelle quattro mura e, soprattutto, di stabilire chi sarà il prossimo inquilino. Per chi inneggia a un ritorno massiccio degli alimentaristi in centro storico, il capitombolo del mercato coperto rappresenta l’ennesima sconfitta. “Il Comune – ha sottolineato l’assessore al commercio Simone Morelli – ha fatto tutto quel che era in suo potere per sostenere il consorzio, dilazionando le spese di locazione dell’immobile, le quali ammontano a circa 34mila euro l’anno. Ora abbiamo chiesto di visionare un atto formale per comprendere qual è la situazione reale e capire meglio le dinamiche interne. Più di questo non possiamo fare. Certamente, essendo lo stabile parte del patrimonio pubblico, è nostra volontà, anche in futuro, trarne il massimo vantaggio economico, offrendo al contempo alla cittadinanza e al centro storico un’opportunità concreta”. Lo stato di sofferenza in cui versa il commercio al dettaglio, soprattutto nel cuore della nostra città, è innegabile: tra le chiusure annunciate ora spunta anche quella del Deltanove. Aperto nel 2000, tempio dello streetwear, un altro pezzo di storia abbasserà la serranda il 31 ottobre.
Jessica Bianchi

 

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