A Carpi la Residenza psichiatrica c’è già

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A Carpi la Residenza psichiatrica c’è: la struttura privata ricavata all’interno dell’immobile ex camiceria Stella di via Tre Febbraio, è pronta per accogliere i pazienti. Si chiama Rsp Stella (www.stellacarpi.it) per ricordarci che è possibile restituire alla città angoli da tempo abbandonati:  un bell’esempio di riqualificazione dell’esistente.  “E’ inevitabile che le ristrutturazioni costino un po’ di più rispetto a strutture progettate e costruite ex novo – afferma Dorio Silingardi, presidente di Segesta di Carpi, società specializzata in realizzazioni e ristrutturazioni  di strutture socio – sanitarie e assistenziali – ma è una scelta di campo: evitare di costruire consumando ancora il territorio e avere il valore aggiunto di una struttura situata in un contesto urbano che gode della vicinanza dei servizi, dell’ospedale, del Centro di Salute Mentale e di tutto quello che offre il nostro meraviglioso centro storico”.  Nella nostra provincia, nel 2008, Segesta in collaborazione con altri partners del settore ha inaugurato l’RSA Residenza Formigine Srl per anziani ricavata negli spazi dell’ex ospedale di Formigine e, più di recente, nel 2013, a Castelfranco Emilia, la struttura residenziale educativa integrata dedicata ai minori affetti da disagio e vittime di abusi denominata Torre dei Cappi. Nella nuova struttura a Carpi sono stati realizzati venti posti letto di Residenza Sanitaria Psichiatrica in camere singole o doppie ed è possibile ospitare fino a venti persone nel Centro Diurno Psichiatrico. Gli spazi ampi e luminosi completamente ristrutturati accolgono, al piano rialzato, il Centro Diurno mentre al primo e al secondo piano i posti letto della Residenza Psichiatrica. I colori pastello dall’arancione al giallo, dall’azzurro al verde caratterizzano le pareti dei diversi piani dove sono stati ricavati spazi comuni come la sala mensa e la sala fumatori, ma anche l’ambulatorio medico, una sala e una tisaneria  a ogni piano. “La Residenza – prosegue Silingardi – si propone come un presidio residenziale e semiresidenziale specializzato per soggetti con patologie psichiatriche, che abbiano superato la fase acuta della malattia ma che, non avendo recuperato sufficienti capacità di autogestione, necessitano di inserimento in una comunità protetta. La Residenza vuole configurarsi come una struttura che non abbia soltanto funzioni di contenimento e di assistenza ma soprattutto finalità terapeutiche e riabilitative, con l’obiettivo di recupero ottimale delle capacità residue”.  Il Centro Diurno Psichiatrico accoglie invece persone con disturbi mentali, per le quali siano indicate attività finalizzate al recupero dell’autonomia personale e all’ abilitazione delle capacità relazionali e occupazionali. A Carpi, il dibattito sulla necessità di una Residenza psichiatrica va avanti dal 2009 a colpi di parole spese e promesse non mantenute, progetti annunciati e poi abortiti: l’ultima ipotesi formulata da Comune di Carpi e Ausl di Modena è quella di realizzare la Residenza Psichiatrica negli spazi oggi utilizzati dal Reparto del Dipartimento di Salute Mentale (convertendo i 9 posti letto del Servizio psichiatrico di Diagnosi e Cura in 15 di Residenza) sacrificando il Centro di Diagnosi e Cura. Che senso ha realizzare una Residenza all’interno di un ospedale, quando i pazienti dovrebbero proprio uscirne attraverso un graduale reinserimento nella società? Decisione, quest’ultima che ha scatenato l’immediata reazione dei volontari dell’associazione carpigiana Al di là del Muro che tutela i diritti dei malati psichiatrici e delle loro famiglie.  Ormai pare oggi superfluo ricordare che Segesta e Punto Service, più di un anno fa, si erano resi disponibili per convenzionare i posti letto secondo le necessità dell’Ausl.
Sara Gelli

 

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