La tradizione del nuovo

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Il senso del tempo
Sempre inquadrate in “regimi di storicità”, le dimensioni del tempo si configurano in modi plurali e complessi, dando vita a relazioni tra passato, presente e futuro talvolta sfasate e, in questa circolare sovrapposizione, sempre creative.
Il Tempio immaginato. Alla ricerca del progetto di Baldassarre Peruzzi per la Collegiata di Carpi esibisce un “futuro passato”, ovvero quello immaginato da un progetto cinquecentesco mai compiutamente realizzato. In questa appassionante caccia alla cattedrale esistita nella mente del suo progettista, la mostra si avvale anche delle tecnologie informatiche per tentare una ricostruzione del modello ligneo che sarebbe dovuto servire come plastico per la realizzazione dei lavori (Carpi, Musei di Palazzo dei Pio, a cura di: Andrea Giordano, Manuela Rossi ed Elena Svalduz). Una forma di eternità è quella raffigurata nelle opere di Tobia Ravà, che in Codici trascendentali. Eternità e temporalità delle cose stende fitte sequenze numerologiche su oggetti di uso quotidiano facendo emergere l’ermetica rete di immanenza con la quale essi attraversano il tempo (Carpi, Darkroom, SilmarArtGallery, curatrice: Chiara Iemmi).

Generazioni
Sequenza ininterrotta di viventi, le generazioni sono frutto della storia nel senso che ogni epoca ridefinisce non solo i rapporti tra di esse, ma anche i confini tra le differenti “età della vita”.
Percorsi di crescita spesso singolari, che avvengono entro forme di famiglia e di familiarità specialissime, sono quelli di molti dei personaggi dei romanzi di Chiara Gamberale, che discuterà questi temi in Come si diventa grandi. Racconti di generazioni e nuove famiglie sollecitata dalle domande di Paolo Di Paolo (Carpi, Piazza Martiri, venerdì 18 settembre, ore 21).
Le aspettative di una generazione orfana del proprio passato ma tenacemente in cerca di crescere e “partorire” buone idee saranno cantate e raccontate da Niccolò Fabi in Padri di buone idee. Canzoni e parole, una serata di musica e racconti con il cantautore romano (Carpi, Piazza Martiri, venerdì 18 settembre, ore 22).

Trasmettere-apprendere
Nell’epoca presente la trasmissione culturale è sottoposta alla duplice sfida della globalizzazione e dell’accelerazione. Mostre e laboratori la colgono in due ambiti fondamentali, quello dell’educazione scolastica e quello più ampio del “processo di civilizzazione”.
Un insieme di attività a cura di Castello dei Ragazzi e Centro Zaffiria propone installazioni, laboratori e letture che reinventano l’atelier e le opere della protagonista dell’avanguardia Sonia Delaunay (1885-1979): ne emerge il lato attivo, negoziabile, della trasmissione. La bottega reinventata propone la realizzazione di un’installazione collettiva di abiti e forme colorate (Carpi, Palazzo dei Pio, Cortile d’Onore, sabato 19 e domenica 20 settembre, ore 16-19), mentre, nello stesso luogo e agli stessi orari, Colori in scena propone a bambini e ragazzi un percorso di narrazioni e musica che li guida nella realizzazione di grandi tavolozze, da montare a rotazione su appositi pannelli e da fotografare per serbarne ricordo. In Piazza Garibaldi (sabato 19 e domenica 20 settembre, ore 10,30-13 / 17-19) letture a tema aiutano a ricostruire L’immaginario fiabesco di Madame Delaunay, mentre, nello stesso luogo e negli stessi giorni, dalle 16 alle 19, La bottega delle forme propone laboratori di design, architettura e moda ispirati all’opera dell’artista.

Cultural Heritage
Canonizzare e conservare il passato, tutelandolo entro enti come i musei, è uno dei sensi fondamentali del processo dell’ereditare, di cui è opportuno segnalare la dimensione costruita, inscritta in pratiche e politiche di memoria dalla sempre più stringente valenza pubblica.
L’impegno alla custodia riguarda anche l’obbligo del ricordo, come emerge dalle iniziative della Fondazione Ex Campo Fossoli, il cui compito è valorizzare il significato di questo “luogo di memoria”. L’installazione Ai figli, e ai figli dei figli, presso il Museo Monumento al Deportato, propone una riflessione sul ruolo della testimonianza attraverso l’ascolto di brani dedicati all’esperienza della deportazione, mentre Metamorfosi della memoria, di Roberto Zampa, è un racconto per immagini che, nel ricostruire l’esperienza della deportazione, mostra anche la “storia della memoria”, ossia le trasformazioni che il ricordo ha subito nel corso del tempo e nei diversi contesti in cui si è espresso (Palazzo dei Pio, Cortile delle Stele). Una storia di cambiamenti è anche quella de La memoria di una storia. Trasformazioni del Campo di Fossoli, 1942-1970, un reading del Teatro dell’Argine che ne documenta la lunga traiettoria, da campo per usi militari a campo di transito utilizzato dalle SS come anticamera dei Lager nazisti, fino alla sua trasformazione in luogo di accoglienza nel dopoguerra (Carpi, Palazzo dei Pio, Cortile delle Stele, venerdì 18 settembre, ore 19,30).

Debito
L’eredità è spesso debito, non solo economico, ma di vita, e per questo tanto più inestinguibile. Nella reinvenzione del passato, soprattutto nelle riprese artistiche e nelle rielaborazioni dei generi, vibra una tensione tra quel che si è ricevuto e quel che si aggiunge, là dove l’omaggio ai precursori slitta nel loro creativo superamento.
I Goldsmack nel loro concerto A psychedelic pop trip to the future presenteranno una musica che è profondamente debitrice della Summer of Love, reintepretando il futuro sognato in quel passato ormai lontano (Carpi, Circolo culturale Mattatoio, sabato 19 settembre, ore 00,30. A cura di: Mattatoio Culture Club).
In Time Machine. Dal rock al blues, Paul Venturi opererà un procedimento diverso: creerà una macchina del tempo musicale per viaggiare a ritroso, trasformando successi pop-rock contemporanei in preziose composizioni roots-blues, mescolandole a classici del blues (Carpi, Piazzale Re Astolfo, Cortile di Levante, sabato 19 settembre, ore 23,30, A cura di Cookies  e Mattatoio). Citazioni, rimandi e reinterpretazioni sono al cuore anche di La reinvenzione del violoncello. Partiture tra musica e immagini, con cui Mattia Cipolli, Giovanni Franzoi e Giulio Zanet, tra pittura, esecuzione musicale e videomaking, omaggiano e rileggono le opere per violoncello solo di Domenico Gabrielli, Johann Sebastian Bach e Benjamin Britten, appropriandosi di una tradizione e della sua invenzione (Carpi, Galleria Spazio Meme, curatrice: Francesca Pergreffi).

Ereditare il pianeta

Nell’anno di Expo non poteva mancare una pista dedicata al nutrimento del pianeta, declinato prevalentemente nelle sue valenze culturali, per mostrare come il sistema sociale ruotante attorno al cibo e all’alimentare vada compreso nei termini di un complesso scambio simbolico con il passato e le tradizioni, non solo culinarie.
Che la  tavola sia spazio in cui si leggono i codici alimentari, i riti domestici e collettivi, i valori cerimoniali condivisi, emerge da Tutti invitati. Tavole e tavolate festive, un’installazione di immagini storiche di cibi, pranzi, tavolate che fanno parte della nostra tradizione novecentesca e che i visitatori possono ammirare sedendosi a tavola come invitati speciali (Carpi, Musei di Palazzo dei Pio, Museo della Città, A cura di: Natascia Arletti e Manuela Rossi).
Due documentari, entrambi presso l’Auditorium Loria a Carpi e in collaborazione con D.E-R – Documentaristi Emilia-Romagna, indagano l’emergenza ambientale, le conseguenze devastanti dello sfruttamento industriale sulla salute e anche i lati oscuri di talune politiche ambientalistiche: Green Lies di Andrea Paco Mariani e Angela Gentilini mostra le anomalie nella gestione delle energie rinnovabili (venerdì 18 settembre, ore 21,00), mentre Terra nera, di Danilo Licciardello e Simone Ciani, dà voce ai nativi di Canada e Congo per mostrare come l’estrazione di sabbie bituminose per produrre idrocarburi metta a repentaglio non solo la sopravvivenza di quelle popolazioni, ma anche la salvezza dell’umanità e del pianeta (sabato 19 settembre, ore 21).
Sempre nella prospettiva della conservazione, ma in questo caso nel senso della lotta allo spreco e del valore del riuso (di memorie da non scartare pena l’impoverimento del presente), va interpretata la mostra La lezione della soffitta. Tra riuso e scarto, che allestisce uno “spazio-soffitta” per evidenziare come gli oggetti possiedano una ricchezza di significati che trascende la loro dimensione fisica e utilitaristica (Carpi, Palazzo dei Pio, Torre dell’Uccelliera. A cura di Recuperandia).

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