Tattoo solari: una moda pericolosa

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La chiamano sunburn art la tendenza, nata negli Stati Uniti, che consiste nel disegnare sulla pelle tatuaggi grazie all’uso di crema solare limitato ai contorni dell’immagine da ottenere, ma tra gli specialisti è allerta: aumenta il rischio di melanoma.
La tecnica, che potrebbe apparire innocua, rischia invece di danneggiare gravemente l’organismo. Infatti, lasciare l’epidermide priva di protezione solare, magari nelle ore più calde del giorno, la espone al pericolo di scottature e bruciature. Queste conseguenze negative, che appaiono a molti, soprattutto giovani e adolescenti, come “disagi temporanei” che vale la pena sopportare per poter sfoggiare un tatuaggio alla moda per il resto della stagione, rappresentano invece importanti fattori di rischio per lo sviluppo del cancro alla pelle.
“Tale moda  – spiega la dottoressa Fernanda Fabianelli, dermatologa presso lo studio Boraldi e Fabianelli – è assolutamente nociva per la pelle foto esposta. I rischi sono quelli legati a un’incauta esposizione: a partire dall’ustione solare, che renderà la pelle più fragile e a rischio melanoma e la lascerà spesso piena di lentiggini, fino al solito danneggiamento cellulare, immediatamente non percepibile, ma che andrà a sommarsi a tutti i successivi momenti di aggressione da sole, che potrebbero sfociare in età avanzata nella formazione di tumori cutanei, soprattutto carcinomi.  Il rischio maggiore è soprattutto per le pelli chiare e che non si espongono frequentemente al sole”.
Quali altri comportamenti occorre evitare, in città come nel luogo di villeggiatura, per preservare la salute della nostra pelle?
“I comportamenti da evitare in città sono rappresentati dall’uso abitudinario di lampade abbronzanti e dall’esposizione in piscina senza fare uso di creme foto protettive.
Inoltre, specialmente in estate, sarebbe buona abitudine utilizzare creme solari quotidianamente, se si rimane per lungo tempo all’aperto o in macchina. I filtri solari devono essere elevati e vanno applicati ogni due ore affinché l’effetto protettivo si mantenga costantemente. In vacanza è sempre consigliabile esporsi al sole nelle fasce orarie che non siano quelle di punta, usare cappelli a falda larga, ricordandosi che esistono superfici che riflettono le radiazioni come la sabbia, l’acqua e l’asfalto.  E’ poi consigliabile iniziare ad assumere integratori a base di sostanze antiossidanti che preservano dal danno solare a partire da un mese prima dell’inizio dell’esposizione e per i successivi due mesi circa”.
Quali sono gli ultimi dati relativi all’insorgenza di melanoma nella nostra popolazione? E’ aumentato il numero di casi diagnosticati? Chi sono le persone maggiormente colpite?
“Purtroppo l’incidenza appare in aumento, nonostante le campagne di prevenzione.  La popolazione più a rischio è quella di età compresa tra i 30 e i 60 anni, e tra questi in particolare le persone con pelle chiara, molti nei, che si scottano facilmente al sole e si abbronzano poco. Sono più a rischio le persone che si espongono una volta all’anno, ad esempio per le vacanze estive, magari cercando di abbronzarsi molto rapidamente perché non avranno altre occasioni, rispetto a quelle che si espongono per poco tempo, con le giuste precauzioni, ma frequentemente durante tutto l’anno, anche solo approfittando dei primi fine settimana dal clima mite”.
Quali sono i controlli da eseguire e con quale frequenza?
“Noi dermatologi raccomandiamo innanzitutto un’autovalutazione che consiste nell’osservarsi, anche solo tre volte all’anno, per provare a capire se qualche neo preesistente è variato per dimensione, forma, colore, spessore, o se qualche lesione sembra nuova.  Se sussiste uno di questi casi, consigliamo di rivolgersi immediatamente allo specialista.  Anche sensazioni di prurito, fastidio o dolore, in corrispondenza di un neo devono portare a un consulto.  Infine, grande importanza ricopre nella prevenzione del melanoma la visita annuale effettuata con videodermatoscopia”.
E per quanto riguarda la protezione dei bambini quali misure è necessario adottare?
“Devono essere protetti nella maniera più completa, con creme a massima protezione solare, cappellini ed eventualmente magliette e non devono essere tenuti al sole nelle ore di punta.  E’ bene ricordare che le ustioni avvenute in età infantile restano nella memoria della pelle e la rendono più a rischio di sviluppare melanomi negli anni a venire”.
Chiara Sorrentino
 

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