Combattiamo la povertà!

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L’idea è una di quelle che ci piace, perché ha il sapore della sostenibilità, della solidarietà e della gratuità. Carpi non spreca, progetto condiviso da Comune, Unione delle Terre d’Argine, Caritas diocesana e associazione Porta Aperta di Carpi, si pone l’obiettivo di recuperare ciò che è ancora utile e donarlo a chi ha bisogno. Ergo: meno sprechi, meno rifiuti, meno inquinamento, più cibo, più salute e più sostegno alle fasce fragili della cittadinanza.
Il progetto Carpi non spreca, nato nel 2007 per trasformare lo spreco alimentare in recupero di generi di prima necessità da destinare a famiglie in difficoltà, e interrotto in seguito al sisma del 2012, riprende ora con maggiore forza e con un più ampio coinvolgimento di soggetti. Il perdurare della crisi e la conseguente perdita di lavoro hanno reso i carpigiani sempre più fragili e impoveriti. Impossibile per l’ente pubblico farsi carico in toto del drammatico ed  emergenziale aumento delle richieste di aiuto.
“Sempre più spesso – spiega Daniela Depietri, assessore alle Politiche sociali del Comune di Carpi – daremo vita a progetti in sinergia con altri soggetti. Abbiamo la necessità di appoggiarci al volontariato non solo perché ha idee e ci può aiutare ma perché ha un occhio diverso sulle cose e sui bisogni e, da tale diversità, possono nascere progetti rispondenti ai reali bisogni della città. Il nostro obiettivo, infatti, è quello di combattere e attaccare la povertà da varie parti”. Carpi non spreca vuole dare maggiori risposte ai bisogni primari, allargare la rete dei fornitori e rendere disponibile una maggiore quantità di merce a servizio della comunità dei cittadini indigenti e, nel contempo, promuovere lo sviluppo del consumo sostenibile tramite nuove attività. Il progetto si concretizza in due azioni: La Spesa in dono e Il Pane in attesa.
La prima prevede il recupero degli alimenti invenduti o in scadenza mediante un sistema di raccolta attivo quattro giorni alla settimana e su richiesta dei negozi aderenti. “I prodotti stivati – prosegue Depietri – saranno distribuiti  in forma di sporta alimentare tramite Porta Aperta Onlus nostro prezioso partner alla pari. All’interno di questo progetto daremo lavoro anche a due persone in difficoltà che si occuperanno della raccolta alimentare”.
Il Pane in attesa funziona come il caffè sospeso napoletano, aggiunge l’assessore, “chi compra il pane al forno può decidere di acquistarne un poco di più da lasciare ‘in attesa’ al negoziante per le persone bisognose che passeranno a ritirarlo. Le famiglie beneficiarie saranno quelle in certificata difficoltà segnalate dai Servizi sociali del Comune”.
Un gesto semplice, buono come il pane, un’occasione “per  una parte della comunità di prendersi cura e farsi carico di quella meno fortunata”. Il progetto è in itinere e  i prodotti da lasciare in attesa potranno moltiplicarsi in futuro: “nell’ultimo Bando anticrisi, oltre mille persone hanno chiesto dei buoni per poter fare la spesa, evidenziando così la crescente necessità delle famiglie di essere sostenute per arrivare a fine mese e mettere il pane, per così dire, in tavola. Partiamo col pane ma non ci poniamo limiti e così come, oggi, i fornai aderenti (prezioso l’apporto fornito dalle associazioni di categoria che hanno aiutato l’ente pubblico a reperire gli esercenti disponibili) fungeranno da longa manus dei Servizi Sociali, confidiamo di poter allargare l’offerta”, conclude Daniela Depietri.
Jessica Bianchi

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