“Francesco dà senso all’esistenza”

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“Non si finisce mai di scoprire Francesco. Bisogna tornarci ogni vent’anni almeno” ha detto la regista carpigiana Liliana Cavani definendo “necessario” il film che ha girato per la Rai e che, per la terza volta nella sua carriera, ha al centro la figura di San Francesco d’Assisi. Al terzo film dopo Francesco d’Assisi (1966) con Lou Castel e Francesco (1989) con Mickey Rourke, la regista ha rilevato che il poverello di Assisi “è una figura da scoprire a fondo perché dà senso all’esistenza”. In questa nuova edizione andata in onda l’8 e il 9 dicembre scorso, nei panni del santo, il polacco Mateusz Kosciukiewicz. Premiata con un record di ascolti, la storia del poverello d’Assisi, approderà ora dal piccolo al grande schermo. Sabato 16 maggio, alle 20, alla presenza della regista, il film sarà proiettato al Cinema Corso (ingresso libero).
Perché ha voluto confrontarsi per la terza volta con la vita di San Francesco?
“E’ una delle storie più belle. Dante quando ne parla, quasi esaurisce le parole di encomio. Ne capisce la modernità, la potenza. Lo spunto è stato quando l’Einaudi mi chiese di fare un libro su Francesco. Allora uno scrittore mi mandò 100 domande. E a quel punto mi sono detta: io sono una regista, faccio film, è un modo per raggiungere più persone. Il suo esempio e messaggio, fondato su una nuova e rivoluzionaria interpretazione del Vangelo, si concentra in particolare su concetti cardine: pace, condivisione, fratellanza e solidarietà  che, oggi più che mai, sono la base di un’indispensabile riflessione per tutti”.
Il fatto originale, aggiunge la regista, “è che Francesco non va in cerca del prossimo per cambiarlo con l’intento utopistico di creare così un mondo buono e perfetto. Solo chi prova simpatia può suscitare simpatia. La missione di Francesco è efficace perché a ogni persona e ogni creatura che incontra sembra ripetere: Tu sei già mio fratello, tu sei amato da Dio”.
Si è sempre professata laica e adesso?
“Sono laica e tale rimango. Anche Francesco in fondo era laico. I processi interiori sono liberi come il vento”.
 

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