Tangenti, arrestati dirigenti: Cpl Concordia. Immediata la risposta del colosso cooperativo

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Il sindaco di Ischia, Giuseppe ‘Giosi’ Ferrandino (Pd) e altre nove persone — tra cui dirigenti del colosso delle cooperative CPL Concordia — sono state arrestate dai carabinieri del Comando Tutela Ambiente nell’ambito di un’inchiesta della procura di Napoli su tangenti pagate per la metanizzazione dei comuni dell’isola campana. Lo apprende l’agenzia Ansa da fonti investigative.
In una delle intercettazioni agli atti dell’inchiesta sulle tangenti a Ischia, Francesco Simone, dirigente della CPL arrestato, chiama in causa Massimo D’Alema sottolineando la necessità di "investire negli Italiani Europei dove D’Alema sta per diventare Commissario Europeo". D’Alema ribatte di aver "rapporti con CPL Concordia ma  – precisa – è un rapporto del tutto trasparente, che non ha comportato né la richiesta da parte loro né la messa in opera da parte mia di illeciti di nessun genere: non ho avuto alcun regalo e nessun beneficio personale”.
 I reati contestati vanno dall’associazione per delinquere alla corruzione, dalla turbata libertà degli incanti al riciclaggio, all’emissione di fatture per operazioni inesistenti. L’inchiesta ha preso le mosse nell’aprile 2013 e ha portato alla luce, secondo l’accusa, un sistema di corruzione basato sulla costituzione di fondi neri in Tunisia da parte della CPL Concordia con cui retribuire pubblici ufficiali per ottenerne i ‘favori’ nell’aggiudicazione di appalti.
In carcere, su disposizione del gip Amelia Primavera, sono finiti — oltre al sindaco di Ischia — il fratello di questi, Massimo Ferrandino, il responsabile delle relazioni istituzionali del Gruppo CPL Concordia Francesco Simone, l’ex presidente Roberto Casari (andato in pensione il 30 gennaio scorso), il responsabile commerciale dell’area Tirreno Nicola Verrini, il responsabile del nord Africa Bruno Santorelli, il presidente del consiglio di amministrazione della CPL distribuzione Maurizio Rinaldi e l’imprenditore casertano Massimiliano D’Errico. Arresti domiciliari, invece, per il dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune di Ischia Silvano Arcamone, mentre per Massimo Continati e Giorgio Montali, rispettivamente direttore amministrativo e consulente esterno della CPL è stata disposta la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza.
La stipula fittizia di due convenzioni nell’albergo della famiglia, per un totale di 330 mila euro; l’assunzione come consulente del fratello e almeno un viaggio in Tunisia: sarebbe stato questo, secondo l’accusa, il ‘prezzo’ pagato dalla CPL per la corruzione del sindaco di Ischia. Secondo l’accusa Ferrandino "era diventato una sorta di factotum al soldo della CPL". In particolare, la CPL Concordia – in cambio dei "favori" di Ferrandino per l’assegnazione dei lavori di metanizzazione dell’isola – avrebbe stipulato due "fittizie convenzioni" (ciascuna da 165 mila euro) con l’Hotel Le Querce di Ischia, di proprietà della famiglia del sindaco, ciascuna da 165 mila euro, a fronte della "messa a disposizione" di alcune stanze durante le stagioni estive 2013 e 2014 per i dipendenti della società modenese. Altre ‘utilità’ ottenute dal sindaco sarebbero state l’assunzione del fratello, Massimo Ferrandino, quale consulente della CPL Concordia e almeno un viaggio tutto spesato in Tunisia. Secondo l’accusa sarebbe stato proprio grazie all’interessamento del sindaco ed alla complicità dell’architetto Silvano Arcamone, dirigente dell’ufficio tecnico di Ischia, che l’appalto di metanizzazione dello stesso Comune (capofila del progetto) e di quelli di Lacco Ameno e Casamicciola Terme è stato affidato alla CPL. La cooperativa, dal canto suo, avrebbe provveduto al pagamento attingendo a dei fondi neri costituiti mediante l’emissione di fatture per operazioni inesistenti con una società tunisina (la Tunita sarl) riconducibile a Francesco Simone, responsabile delle relazioni istituzionali del gruppo CPL Concordia, definito dagli inquirenti "personaggio chiave" della vicenda, con un ruolo di primo piano nella presunta associazione a delinquere attiva non solo nell’appalto di Ischia, ma in numerosi altri, soprattutto in Campania.  Immediata la risposta di Cpc Concordia affidata al suo Ufficio legale: “CPL CONCORDIA – si legge nella nota – ha appreso dei provvedimenti restrittivi che sono stati eseguiti in data odierna nei confronti di alcuni dirigenti ed ex dirigenti. Precisa che nessun provvedimento ha riguardato la cooperativa e le società del Gruppo CPL. CPL CONCORDIA conferma la propria fiducia nell’operato della magistratura e, nel caso i fatti addebitati trovassero conferma, la società si riserva di prendere i provvedimenti necessari per tutelare le attività di un gruppo imprenditoriale attivo da 116 anni che dà lavoro a 1800 persone”.

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