“Nessuno può dirsi al sicuro”

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“Si sono portati via tutto ciò che hanno trovato. Persino i tester e il listino prezzi dei prodotti. E’ chiaro che tutta la refurtiva servirà ad allestire un altro salone di parrucchieri, magari all’estero. Di questo passo, mi chiedo davvero dove andremo a finire…”. A parlare è Sergio Bergamini, noto hairstylist carpigiano, dopo che, nella notte del 17 febbraio, una banda di malviventi gli ha svaligiato il salone di via Ferraris. “Non hanno risparmiato nulla. Guardati intorno: hanno ripulito tutti gli scaffali, rubando cosmetici e prodotti professionali per i capelli di altissima qualità. Hanno portato via tre televisori, la lavatrice, l’asciugatrice, due poltroncine, il computer e persino i nostri attrezzi da lavoro, dalle forbici ai phon… Siamo davvero sconvolti e non è solo una questione di denaro (stimati circa 15mila euro di danni) è il senso di impotenza che ti schiaccia. Ci si sente sempre più insicuri”. Nessuno, naturalmente, si è accorto di nulla e Sergio che, con coraggio, ha immediatamente riaperto i battenti (“si deve pur lavorare, no?”) ricomprando l’indispensabile, ha deciso di correre ai ripari: “ora farò installare un impianto d’allarme e numerose telecamere. Spero che la videosorveglianza costituisca un deterrente efficace”. E mentre la Polizia cerca gli autori del furto  a Sergio restano la paura e l’amaro in bocca: “lo so che sono solo cose quelle che mi hanno rubato, ma è brutto lavorare in queste condizioni. Uno cerca di fare del proprio meglio, di offrire il massimo alla propria clientela, di crearsi un’immagine positiva e questo è il risultato? La qualità dunque non premia più?  Certo i malviventi non fanno visite a chi lavora nell’ombra… La nostra città ormai è ridotta al Bronx. La crisi ha creato sacche di degrado. La gente è disperata e disposta a tutto. Ruba qualsiasi cosa. Un tempo – prosegue Bergamini – i ladri svaligiavano le gioiellerie, oggi derubano parrucchieri, dentisti… nessuno può dirsi al sicuro. Quella del nostro Paese è ormai una discesa libera”. Il problema? “Laddove non ci sono né giustizia né, tantomeno, certezza della pena, la delinquenza non può che prosperare, soprattutto oggi, a causa del perdurare della crisi”.
Jessica Bianchi

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