“Innocenti fino a prova contraria”

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Emilia Romagna nella bufera, dopo che i due principali candidati alla corsa alla presidenza della Regione sono finiti nel mirino della Procura di Bologna nell’ambito dell’inchiesta sui rimborsi dei gruppi consiliari. Uno di loro, Matteo Richetti, si è ritirato. L’altro, Stefano Bonaccini, ha deciso di proseguire, convinto di poter dimostrare la propria estraneità ai magistrati. Restando in competizione solo col terzo sfidante (divenuto ormai secondo), Roberto Balzani, ex sindaco di Forlì. Magistratura a orologeria, come qualcuno ha suggerito, o legittime indagini? Due pesi e due misure, quando si tratta dei politici del proprio schieramento rispetto a quelli di parte avversa? Lo abbiamo chiesto ad alcuni elettori carpigiani di Centrosinistra. Carlo Alberto Fontanesi, pensa che la politica debba essere libera da sospetti: “trovo che le accuse siano imbarazzanti e penso che Bonaccini, come Richetti, dovrebbe ritirarsi dalla competizione per chiarire ogni dubbio, affinché ogni ombra venga dispersa. Non si tratta di un giudizio sulla persona in sé, quanto di una valutazione generale. Penso che non debbano esistere pendenze di sorta nei confronti di un politico, soprattutto se aspira a una carica così importante. Anche se la vicenda finirà in niente, non credo sia impossibile trovare, su oltre quattro milioni di abitanti della nostra Regione, dei candidati alla presidenza che non siano coinvolti in qualsivoglia indagine”. Gli fa eco Vanni Po, ugualmente convinto che la carriera politica sia incompatibile con l’essere indagati: “a questo punto manca un candidato forte, ma questi potrebbe essere individuato dalla direzione nazionale. Intravedo  la possibilità di qualche deriva della Magistratura, la quale potrebbe in questo modo condizionare liste e candidati e questo mi inquieta. Occorre cautela e bisogna mandare avvisi di garanzia soltanto quando vi siano motivi fondati perché, una volta ricevuto, che sia innocente o colpevole, la vita politica di chi lo riceve viene stoppata. Una cosa è certa: con tutti i problemi che ci sono sul tavolo, dal terremoto alla crisi, l’Emilia Romagna ha bisogno di una guida forte, che sappia aggregare”. Di avviso differente Rebecca Righi: “occorre capire se l’esigenza di una politica trasparente e pulita giustifichi un rigore tale da richiedere che ci si ritiri dalla candidatura semplicemente perché indagati. Non c’è dubbio che uno si debba dimettere se viene condannato, ma se è solo indagato io non credo sia necessario, a meno che non vi siano ragioni di opportunità, cioè non si tratti di uno scandalo pubblico o addirittura internazionale”. Chiara Papotti si appella alla presunzione di innocenza: “rispetto la Magistratura e penso che la legge debba essere uguale per tutti; quindi un indagato, fino a prova contraria, non è un condannato. Pensando al caso di Ottaviano Del Turco, molti ricordano il caos che lo ha coinvolto, pochi però sanno che poi è stato giudicato innocente. Personalmente non difendo nessuno, sono sicura che Richetti e Bonaccini dimostreranno la loro innocenza nelle sedi opportune. Penso tuttavia che nel dibattito per queste Primarie si sia parlato troppo poco di contenuti e progetti”. Sul fatto che si debba distinguere caso per caso interviene Diletta Fornari: “politicamente non stimo nessuno dei due, ma Bonaccini fa bene a continuare, dal momento  che l’indagine riguarda spese relativamente piccole, spalmate su molti mesi di servizio. Ovviamente dovrà chiarire la vicenda, ma ci sono indagini e indagini, non si può mettere tutto sullo stesso piano”. Tesi, questa, che convince anche Emidia Dotti: “la cifra che viene contestata mi pare piccola e per questo sono propensa a credere che Richetti abbia lasciato la corsa per altri motivi. Bonaccini fa bene ad andare avanti. Ciò non toglie che, soprattutto per dare l’esempio ai giovani, chi lavora nella pubblica amministrazione o ricopre un incarico istituzionale debba essere libero da qualsiasi carico pendente. Richetti e Bonaccini sono persone responsabili, su somme come quelle ci possono essere errori contabili o amministrativi anche non voluti e sono certa che chiariranno tutto”.
Marcello Marchesini

 

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