Non abbiamo perso la speranza

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Un anno fa avevamo incontrato Davide Mantovani e la moglie Antonella. Ci avevano raccontato come era cambiata la loro vita dopo il terremoto che ha completamente distrutto la casa, una porzione di bifamiliare a Rovereto, costringendoli a vivere in affitto a Carpi. Ritrovata col tempo la serenità, avevano espresso il desiderio di poter intervenire in fretta per effettuare quei lavori che avrebbero consentito loro di rientrare il più velocemente possibile.
A che punto siete?
“Non siamo ancora tornati a casa nostra ma, due settimane fa, è finalmente partito il cantiere per ricostruire, secondo criteri antisismici, la nostra abitazione a Rovereto. Due mesi fa abbiamo ottenuto la firma per l’approvazione del progetto e ci vorrà almeno un anno di lavori per un importo pari a 340mila euro circa. Siamo riusciti a recuperare alcune cose ma, per esempio, la cucina è da buttare perché completamente infestata dai topi che, in questi mesi, hanno banchettato nella nostra dispensa”.
Qualcuno è riuscito a rientrare nella propria casa a Rovereto?
“Le abitazioni che avevano subito danni lievi sono state ristrutturate e alcune famiglie sono tornate ma sono ancora poche. L’intenzione di tutti i roveretani resta comunque quella di rientrare e non vogliamo che nessuno resti indietro. Per questo continuiamo a insistere affinché vengano accelerate le pratiche e si snellisca ulteriormente la burocrazia: per i terremotati il tempo è prezioso e ci pare che i disagi sopportati siano stati sufficienti”.
“Rovereto ce la farà” avevate detto un anno fa. E’ così?
“Sì, alla stragrande! – esclamano Antonella e Davide, pieni di ottimismo – lungo la strada hanno già preso il via alcuni cantieri. Per garantire un futuro a Rovereto abbiamo iscritto nostro figlio Filippo alla prima classe di scuola elementare in paese: organizziamo i turni in auto per portare i bimbi da Carpi a Rovereto facendo avanti e indietro anche per quattro volte al giorno”.
La onlus Tutti insieme per Rovereto e S. Antonio continua a mantenere la sua spinta propulsiva?
“La onlus, grazie all’intraprendenza di tutti e di Maurizio Bacchelli in particolare, contribuisce in modo determinante nel mantenere la comunità di Rovereto viva e vitale, organizzando cene per ritrovarsi, condividere e raccogliere fondi ma anche continuando a proporre progetti di fondamentale importanza.  Dopo la palestra e il Centro Servizi Polivalente che ospita gli ambulatori medici e un ufficio comunale, c’è la volontà di realizzare un nuovo Polo scolastico che comprenda elementari e medie. Il Programma delle Opere Pubbliche approvato dalla Regione prevede uno stanziamento di 12 milioni di euro”.
La struttura che ospita attualmente i 388 bambini iscritti alle elementari e alle medie a Rovereto è provvisoria e, con il passare del tempo, rivela la sua inadeguatezza: i posti in mensa non sono sufficienti per tutti gli alunni, i bagni devono essere costantemente sottoposti a manutenzione e sono comparse ombre di muffa.
E’ vero che i roveretani stanno partecipando alla redazione del Piano della Ricostruzione?
“Sì – conferma Davide – il percorso partecipativo attivato dall’architetto Monia Guarino funziona ed è un vero e proprio laboratorio urbano. I genitori si sono trovati per la progettazione del nuovo Polo scolastico di Rovereto, così come gli insegnanti, per offrire qualche suggerimento utile per integrare il progetto. Quando mai ci capiterà di poter esprimere i nostri desideri e realizzare la scuola dei nostri sogni, al fianco del Comune di Novi? E’ un’occasione unica per migliorare davvero il territorio, un’opportunità da cogliere per fare qualcosa di nuovo nonostante la crisi e le risorse scarse. Le persone fanno la differenza – concludono Davide e Antonella – e tra qualche anno vedremo chi l’ha fatta davvero”.
Sara Gelli
 

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