Il rugby è senza campo

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C’è una disciplina sportiva che, da un po’ di tempo, cerca spazio per emergere. E’ il rugby, che a Carpi vanta molti appassionati  e praticanti, giovani e meno giovani. “L’attività è iniziata nel 2009 – spiega Matteo Casalgrandi, presidente Rugby Carpi – e il numero degli iscritti è cresciuto, anno dopo anno. La società si è strutturata ed è stato costituito un Consiglio direttivo che comprende Cristiana Restani, Alessio Sabattini, Stefano Bolognesi (area tecnica), Matteo Pettenati (relazioni e sponsor) e Walter Venturini”. Questo sport per gentiluomini insegna i valori ai più piccoli a partire dal Terzo Tempo: subito dopo i due tempi giocati in campo, infatti, il terzo viene festeggiato da entrambe le squadre rivali, insieme a supporter e familiari. “Già da piccolissimi – spiega il presidente – si insiste sull’importanza della lealtà e sullo spirito di squadra. Inoltre sono ben accetti tutti: non esistono discriminazioni”. A Carpi praticano questo sport più di cinquanta bambini (dagli Under 6 agli Under 12), quindici ragazzi tra i 13 e i 14 anni e 55 adulti che costituiscono la prima squadra; gli allenatori sono una decina e altrettanti gli accompagnatori. “Carpi – continua Casalgrandi – collabora con il Modena Rugby, il Lanfranco e il Vignola a livello provinciale per la costruzione di  una rete al fine di garantire ai ragazzi di poter continuare a giocare anche in Under 14. Insomma, siamo cresciuti”.
Purtroppo mancano i punti di riferimento relativi all’impiantistica e il Rugby Carpi è senza fissa dimora, privo di un campo regolamentare per giocare: “abbiamo iniziato l’attività presso la pista di atletica e con La Patria, poi ci siamo trasferiti presso i campi di calcio di Santa Croce e, infine, siamo migrati a San Marino presso la Polisportiva Sanmarinese. La prima squadra ha giocato l’intero campionato in trasferta anche quando le partite erano in casa perché il campo non c’è”. Non avere un campo significa non avere la possibilità di creare un punto di riferimento e un luogo di aggregazione: si tratta di dare una possibilità ai più giovani considerando che questo sport ha un ampio valore sociale. “In provincia – precisa – esistono campi da rugby solamente a Modena e a Formigine, mancano in tutta l’Area Nord”. La società del presidente Casalgrandi sta da tempo cercando una soluzione: “convertire un campo da calcio costerebbe meno che realizzarne uno di sana pianta. E, visto che la Federazione italiana rugby concede incentivi per la creazione di nuovi impianti, speriamo che il Comune di Carpi possa cogliere questa opportunità”. L’Amministrazione si è già dichiarata disponibile a interessarsi del caso così come le forze politiche di Sinistra e di Destra e tutti i candidati sindaci. Disponibilità che dovranno diventare in breve atti concreti:  l’unico modo per dare al rugby carpigiano un’opportunità di sviluppo in futuro.
Sara Gelli
 

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