La politica non è il nostro mestiere

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Età media 47 anni, equamente divisa tra uomini e donne, la squadra dei potenziali consiglieri comunali del Pd ha riservato un paio di sorprese. Tra i 24 nomi, per lo più i soliti noti, spiccano quelli di due professionisti molto conosciuti e amati in città. Due persone che di politica non ne hanno mai “masticata”. Sono Ruggero Consarino e Giuliana Arbizzi. Medico lui, insegnante lei. La 58enne Giuliana Arbizzi, da 38 anni è un’insegnante di scuola primaria. Il suo valore più grande? “La famiglia – risponde prontamente – ho il grande privilegio di avere accanto a me tre perle, ovvero i miei due figli e mio marito. E’ solo a loro che devo la mia felicità”. Un amore, il suo, che si esprime anche attraverso un forte impegno in Parrocchia e, giorno dopo giorno, tra i banchi di scuola, coi bambini.
Cosa l’ha spinta a scendere in politica?
“Mi è stato proposto e ho accettato con gioia poiché credo che, aldilà dei giochi politici, la scuola necessiti di un aiuto strutturale. Da vent’anni versa in una condizione di grandissima sofferenza ma puntare sull’istruzione è fondamentale. Si parla di scuola solo dal punto di vista economico, per riequilibrare bilanci, trovare risorse… nessuno rilancia l’importanza del suo ruolo educativo e di trasmissione di valori simili a quelli delle famiglie. La scuola è sì un’istituzione ma è, allo stesso tempo, un imprescindibile veicolo di cultura: non dimentichiamolo mai. Io, in prospettiva, vorrei poter dare voce alle esigenze di docenti, alunni e famiglie per tenere alta l’attenzione su queste delicate tematiche. Poi, da qui a essere votata, ce ne passa”.
Cosa significherebbe per lei sedere in Consiglio Comunale?
“Io di politica non ne mastico. Non ne conosco il linguaggio, il formalismo e gli equilibri ma occupare una poltrona in Consiglio sarebbe un’opportunità straordinaria per dar voce a chi mi ha scelta e votata. Oggi più che mai credo sia necessario farsi portatori, nelle sedi deputate, delle istanze dei cittadini. Concretezza è la parola chiave. Sono abituata a portare avanti con forza gli impegni presi e, futuribilmente e compatibilmente con la mia famiglia e il mio lavoro, coglierei volentieri la possibilità di rappresentare la cittadinanza in Consiglio”.
Ruggero Consarino, invece, è uno stimato medico, ostetrico e ginecologo, che opera nel pubblico, diviso fra il Consultorio e l’Ospedale Ramazzini di Carpi.  “Da sempre mi occupo di salute femminile – spiega  – che cerco di affrontare quando è possibile con un’ottica non convenzionale essendo da tempo anche un omeopata accreditato”.
Cosa l’ha spinta a lanciarsi in questa avventura?
“Pur non essendomi mai occupato di politica attiva, come medico sono sempre a contatto con una realtà spesso cruda, la quale costringe a riflettere e, implicitamente, a far politica. La salute, di per sè, ha connotazioni etiche e dipende dalla politica, in quanto questa condiziona l’ambiente e può creare circostanze in grado di favorire gli individui e, in particolare, i più deboli, accrescendone la fiducia, l’autonomia e la dignità. La salute tocca il punto più alto laddove la realtà circostante accresce le capacità personali necessarie per far fronte alla vita in modo autonomo e responsabile. Basterebbe solo questo per giustificare un impegno concreto o, per lo meno, la volontà di voler partecipare e provare a dare un contributo anche solo sedendo in Consiglio Comunale”. Una sfida che, ammette sorridendo il dottor Consarino “m’inquieta, per il senso di responsabilità che tale
opportunità comporta; ma si sa, senza un pizzico di emotività e intuito, le cose non s’afferrano efficacemente e nulla cambia”.
Jessica Bianchi

 

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