Fides et labor: destinati 80mila euro

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Tutto è cominciato con la visita di due anni fa di Papa Ratzinger a Rovereto, qualche settimana dopo il terremoto che ha sconvolto la Bassa modenese. In quella circostanza Benedetto XVI donò al vescovo di Carpi, monsignor Francesco Cavina, la somma di 100mila euro. Nacque così nel presule l’idea di devolvere quella somma per favorire l’avvio di nuove attività artigianali e commerciali, dando credito a giovani imprenditori che trovavano le porte del sistema bancario chiuse. Lo strumento operativo è stato Fides et Labor: l’organismo cattolico presta denaro, restituibile a tasso zero, per accompagnare gli imprenditori nel loro cammino iniziale.  Prezioso in questa operazione il contributo di Lapam, che ha messo a disposizione la propria struttura per incontrare gli aspiranti imprenditori, guidarli e indirizzarli. Il vescovo, affiancato dal presidente di Fides et Labor Giuseppe Torluccio, dal fiduciario economico vescovile Paolo Ranieri, dal segretario di Lapam Stefano Cestari e dal vicario don Carlo Malavasi, ha sottolineato come “il coraggio di chi vuole farcela è la migliore motivazione per tutti noi, per andare avanti e continuare a dar fiducia a un progetto nato da me ma che è ora di tutta la comunità. Fides et Labor tocca concretamente  le difficoltà di coloro che cercano aiuto per poter dare forma alla propria speranza”. I 100mila euro donati dal Papa sono saliti a quota 300mila, grazie alle numerose donazioni pervenute, di questi 80mila sono stati assegnati a otto giovani. Finanziate le aperture della pasticceria di  Raffaele Aristarco, di un ristorante  gestito da Vito De Salvo, di una tessitura diretta da Giordano Barbieri, di un Centro di consulenza informatica, diretto da Fabio Arletti, di un sito Internet costituito da Enrico Bonzanini e Nicola Pozzati e di altre attività.

Cesare Pradella

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