Professione reporter

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Uno scatto al momento giusto, che cattura il dettaglio perfetto e sa trasformarlo nella chiave per capire un evento. Testimonianze di fatti storici, attraverso vicende individuali che si fanno universali: lo sguardo di rabbia silenziosa di una donna algerina nel 1960, il sorriso giocoso di Che Guevara mentre solleva un bimbo dai ricci neri, i corpi piegati sotto il peso della fatica in una miniera d’oro del Brasile, le volute di fumo che escono dalla pipa del Subcomandante Marcos. Non è arte, in questi casi non si cerca la bellezza. Si tenta di documentare un evento, di accompagnare al racconto dei fatti un’immagine capace di riassumere l’essenza stessa di quel racconto e faccia riflettere. Eppure il risultato è di una bellezza profonda e autentica, proprio perché arricchita dalla grandezza della Storia. Questo tipo di fotografia, che vuole testimoniare e documentare, è protagonista della mostra Fotogiornalismo e reportage. Immagini dalla collezione della Galleria civica di Modena, allestita a Palazzo Santa Margherita a Modena, curata da Silvia Ferrari e realizzata con materiale proveniente dalle raccolte della Galleria civica.
Nel percorso sono esposte opere di grandissimi fotoreporter italiani e internazionali, tra cui John Phillips (per il quale è stato coniato il termine “fotogiornalista”), che nel 1943 immortalò l’incontro fra Stalin, Roosevelt e Churchill a Teheran, e poi Werner Bischof, Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, Roger Pic, Sebastiao Salgado, Mario De Biasi, Marc Garanger, Caio Mario Garrubba, Weegee, Frida Hartz e molti altri.
Le fotografie esposte ritraggono i protagonisti di importanti momenti storici, oppure documentano guerre, episodi cruciali, conflitti, miseria estrema, problematiche sociali. Documenti che raccontano, forse meglio di tante parole, vicende quali la rivolta ungherese del 1956, i desaparecidos durante la dittatura di Pinochet in Cile, la caduta del muro di Berlino, gli scontri nella striscia di Gaza. Si tratta di fotografie in gran parte utilizzate in passato per essere pubblicate sulla stampa quotidiana o periodica, come testimoniato dalle indicazioni scritte a mano sul retro di molte di esse; tecniche superate dall’uso della fotografia digitale e che perciò arricchiscono queste immagini del fascino di una pratica professionale ormai scomparsa. La mostra proseguirà fino al 13 aprile, a Palazzo Santa Margherita, in corso Canalgrande 103 a Modena, a ingresso gratuito. Sabato 8 marzo, alle 15,30, sarà possibile effettuare, sempre gratuitamente, una visita guidata all’esposizione.
Laura Benatti
 

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