Il tempio della cultura è stato restituito alla città

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Il gioiello del centro storico di Carpi ha ripreso vita e la città lo ha festeggiato. Con gioia e affetto autentici. Il cuore del teatro ha ripreso a battere dopo il sisma e per l’occasione il gotha della politica si è riunito, sabato 30 novembre, per celebrare il momento insieme a numerosi cittadini desiderosi di riabitare uno dei luoghi più amati della cultura e della storia locali. “Qualche giorno dopo il sisma – ha ripetuto il sindaco Enrico Campedelli che aveva rievocato lo stesso ricordo poco prima, in occasione dell’inaugurazione della Palestra della Solidarietà – camminando per le strade desolate del centro vuoto, in un silenzio assordante, il commissario Vasco Errani mi ha abbracciato dicendomi che ce l’avremmo fatta e tutto sarebbe tornato ancor più bello di prima. Quella promessa è stata mantenuta: grazie alla Regione e ai tanti privati che, da ogni parte del Paese, hanno contribuito, il Teatro è rinato. Un segnale importante di ripartenza che ci fa ben sperare”. Nel ripercorrere poi i momenti più difficili che il nostro territorio ha vissuto nel maggio 2012, Campedelli non rinuncia a uno dei suoi must: “al sisma si somma anche la crisi economica; un binomio dagli effetti deflagranti se non saremo capaci di fare un fronte unico. Il terremoto ha ricompattato la cittadinanza, rinsaldando legami. La solidarietà e la coesione di quei momenti devono diventare una prassi comune e quotidiana. Potremo gettare le basi per il nostro futuro solo se questa comunità sarà coesa”. Anche per Graziano Delrio, ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, la chiave del successo della ricostruzione è “la solidarietà. Questa sera il Governo è qui, con molta discrezione, per dire grazie a voi. Siete stati bravi. Voi siete l’Italia forte, quella piena di potenzialità, che si sporca le mani e agisce. Siete un esempio”. Grazie Ministro, lo sapevamo già, peccato che la politica non abbia facilitato le cose. A dar man forte ci ha pensato poi Giancarlo Muzzarelli, assessore alle Attività produttive della Regione Emilia Romagna: “come più volte ripete papa Francesco, usiamo l’audacia per ricostruire meglio di prima e ridare fiducia ai nostri figli. Qui, in questo luogo, simbolo della nostra identità e della nostra storia, vi faccio una promessa: la Regione si impegnerà affinché tutti i cittadini colpiti dal sisma possano tornare alle proprie case e gli imprenditori alle proprie fabbriche. Ciò che diciamo è una realtà. Un impegno concreto. La ricostruzione è in atto. L’opera messa in campo sinora rappresenta una bella pagina del nostro Paese. Emozione, cultura, solidarietà e fratellanza: sono questi i valori che dobbiamo ritrovare”. E, aggiungiamo noi, case e tetti sicuri e ben costruiti, affinché il Natale 2014 sia festeggiato intorno al proprio focolare e non dentro a una scatola di latta.
Jessica Bianchi
 

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