Ufficio Tecnico: arrivano i rinforzi

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Mettetevi il cuore in pace. I tempi sono lunghi, ma le cose stanno per migliorare. Potremmo sintetizzare in questo modo il pensiero di Simone Tosi e Norberto Carboni, rispettivamente assessore e dirigente del Settore Urbanistica del Comune di Carpi. Nell’occhio del ciclone, ancora una volta, le tempistiche legate all’approvazione delle domande per accedere ai contributi per il ripristino e la ristrutturazione degli edifici cittadini lesionati dal sisma dello scorso anno. In questi giorni infatti, stanno finalmente arrivando i rinforzi. “La Regione sta completando l’iter per l’assunzione di nuovo personale nei Comuni: la gara per la selezione dell’agenzia si è conclusa e il decreto di assegnazione è stato emanato, entro poche settimane il nostro Ente potrà lavorare a pieno regime”, commenta Tosi. “Attraverso le nuove assunzioni, il personale che si occuperà delle pratiche legate al post sisma salirà a 5 tecnici a tempo pieno, 2 a part time e 2 amministrativi (contro gli attuali 4 tecnici a part time e 1 amministrativo). In questo modo, nonostante le nuove leve debbano essere dovutamente formate – assicura Carboni – dovremmo finalmente andare a regime e dare risposte in tempi minori. Sino a questo momento le risorse a nostra disposizione erano assolutamente inadeguate alla mole di lavoro cui siamo sottoposti”. Per quanto riguarda le abitazioni, i dati estrapolati dal sistema Mude registrano 209 richieste di contributo in lavorazione da parte del Comune di Carpi, di cui 165 sui danni B e C, 26 sulle E lievi e 18 sulle E gravi.
“Le ordinanze di contributo concesse – le cosiddette Cambiali Errani – sono 67, per un importo di circa 5 milioni di euro. Un terzo di queste ha già ricevuto il finanziamento per un importo erogato di 1 milione e 900mila euro”, prosegue l’ingegner Carboni. In due giorni l’ufficio tecnico dovrebbe verificare la completezza formale delle pratiche, ovvero assicurarsi che vi sia tutta la documentazione allegata, e in 60 giorni dovrebbe concludersi la fase istruttoria (“dalla verifica del computo metrico alla sua congruenza con la perizia giurata redatta dal tecnico privato relativamente ai danni subiti, dal rispetto del prezzario regionale alla coerenza delle destinazioni d’uso, al controllo di tutte le superfici…”, spiega Carboni) col conseguente licenziamento della pratica. I tempi dettati dalla Regione però non vengono rispettati e gli ipotetici due giorni sono diventati due mesi. “La procedura è lunga e complessa ma ora contiamo di farcela in dieci giorni lavorativi”, si augura Carboni. E se qualcosa dovesse andare storto? Occorre ricominciare tutto da capo? “Assolutamente no – risponde prontamente l’assessore Tosi – il nostro obiettivo è quello di darli questi soldi! Nella fase istruttoria non abbiamo mai rigettato alcuna richiesta. Nel caso siano necessarie, chiediamo ai tecnici privati di produrre delle integrazioni”. Un apparato burocratico a dir poco elefantiaco che di certo non fa rima con velocità. Ma cos’è che non funziona della macchina messa in piedi dalla Regione? “Per evitare che il terremoto diventasse una ghiotta occasione di facili guadagni per la criminalità organizzata – spiega Tosi – la Regione ha stabilito un eccesso di controlli”. “Qualche controllo – ribatte Carboni – avrebbero potuto risparmiarcelo. Invece di fare verifiche a ogni stato di avanzamento lavori, avremmo potuto farne soltanto uno alla fine. Ogni pratica, per garantire la piena tracciabilità finanziaria, è come un piccolo appalto pubblico e ciò allunga considerevolmente i tempi. Inoltre – prosegue l’ingegnere – non penso che la gestione della ricostruzione fosse il momento giusto per sperimentare una nuova procedura informatica. Uno strumento rigido e nuovo per tutti: tecnici privati e pubblici hanno dovuto imparare a utilizzarla prima di diventare pienamente operativi”. Le cose però dovrebbero presto cambiare: “la ricostruzione – conclude Simone Tosi – resterà la nostra priorità fino a quando l’ultimo cittadino sfollato non avrà fatto rientro nella propria abitazione” e i tempi di risposta dell’Ufficio tecnico dal momento in cui vengono presentate le domande di contributo dovrebbero assestarsi intorno “ai tre mesi”, assicura Norberto Carboni. Che la macchina della ricostruzione sia finalmente decollata? Staremo a vedere.
Jessica Bianchi

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