I presidi: “Tutti si abitueranno”

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Divieto di fumo per tutti, non solo per gli studenti, per dare un segnale molto forte che la scuola è un luogo di formazione ed educazione: il bando totale del fumo arriva da un disegno di legge del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Niente più sigarette a scuola, dunque, nemmeno quelle elettroniche. Il divieto è già obbligatorio per studenti, insegnanti e bidelli, ma è tutt’altro che semplice modificare abitudini radicate. Tocca ai presidi elaborare le strategie per attuare la normativa sul divieto di fumo e c’è chi non si è fatto sorprendere. “Premetto – spiega Claudio Bergianti, dirigente dell’Itc Meucci – che adesso è legge dello Stato ma noi abbiamo regolamentato il fumo a scuola a partire già dallo scorso anno scolastico istituendo il divieto di fumare a scuola fatta eccezione per tre piccole aree fumatori appositamente individuate. Dall’inizio di quest’anno è rimasta una sola area fumatori, quella più lontana dall’edificio, ma dal 9 novembre verrà tolta anche quella e sarà bandita da scuola la sigaretta. L’introduzione progressiva del divieto – continua Bergianti – ha gradualmente modificato le abitudini dei ragazzi”. Una strategia efficace perché mercoledì 25 settembre nel cortile della scuola non si vedono ragazzi che fumano durante la ricreazione. Nuvole di fumo di sigaretta sono quelle che si levano, nello stesso giorno, dal cortile del liceo scientifico Fanti. “La comunicazione è stata data agli insegnanti che, se vogliono fumare una sigaretta, devono uscire dal cancello della scuola – spiega il preside Gian Michele Spaggiari – ma sono in attesa di disposizioni di carattere organizzativo per imporre agli studenti il divieto totale di fumo. Sono più di millequattrocento i ragazzi che frequentano l’istituto in questo anno scolastico e organizzare la vigilanza non sarà una cosa semplice. Tutti siamo incaricati dei controlli e dovremo sanzionare comportamenti scorretti. Aspetto indicazioni di tipo operativo ma il bando totale del fumo scatterà anche qui”. Qualcuno che fuma c’è nel cortile del professionale Vallauri dove si ritrovano per la ricreazione anche gli studenti dell’Iti Da Vinci ma la preside dell’istituto Vallauri resta convinta della necessità di intervenire “con un forte richiamo alla responsabilità. Se non lo fa la scuola chi lo fa?” si chiede Margherita Zanasi, preside del Vallauri, convinta che, col tempo, ci si abituerà alla normativa così come è successo in occasione del divieto di fumo nei locali pubblici. “In occasione dell’accoglienza a inizio d’anno ho informato gli studenti della novità e sto verificando, insieme alla Polizia Municipale, le modalità di intervento per i controlli e le eventuali sanzioni. Toccherà agli agenti, infatti, intervenire nel caso in cui vengano violate le norme e applicheranno le sanzioni. Stiamo preparando dei cartelloni da affiggere a scuola per informare i ragazzi e renderli consapevoli di ciò che comporta trasgredire il divieto di fumo”.
Sara Gelli

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