Parte la rubrica Camillo

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Da questa settimana prende il via una rubrica in collaborazione con il Gattile di Carpi. Gli obiettivi sono molteplici. Informare dell’esistenza di questa realtà, ubicata a San Marino e gestita con grande cura, che ha sempre un gran bisogno di volontari che aiutino a tenere l’ambiente pulito, a nutrire i mici, ad accompagnarli dal veterinario quando necessario e a dedicare loro un po’ di coccole (ci sono molti gatti che si avvicinano e si strofinano fortissimo contro gambe e mani, facendo grandi fusa). Cercare di trovare casa ai mici adottabili, affinchè passino dai recinti e dalle gabbie (grandi, pulite, ma pur sempre gabbie) alle braccia affettuose di chi se ne possa prendere cura tra le pareti domestiche. Informare su errori frequenti che vengono commessi in buona fede e finiscono per ricadere su strutture come il Gattile: come far arrivare animali dal Sud d’Italia, andandoli addirittura a prendere e caricandoli su furgoncini. Finisce che questi carichi di gatti (e cani) vengano gestiti con una certa approssimazione: quando si aprono le gabbie, capita di frequente che alcuni animali scappino. Un punto di incontro tra chi organizza questi “viaggi della speranza” da Sud a Nord è la zona industriale ed è lì che si trovano spesso vagare animali rimasti soli. E’ di qualche settimana fa l’ultimo “ritrovamento”: tre gatte selvatiche, simili tra loro (forse sorelle), ciascuna con cuccioli accanto, recuperate faticosamente nei pressi dell’azienda Gaudì da volontarie rimaste impegnate per ore. Hanno finito, così, per aggiungersi tutti alle centinaia di gatti già ospitati al Gattile. Dare indicazioni sulla cura dei propri mici, sull’ambientamento di un nuovo arrivato, sul loro linguaggio.
Al Gattile di Carpi i controlli veterinari sono settimanali, i piccoli sono tenuti separati da quelli grandi, quelli malati curati in ambienti a parte, i nuovi arrivati restano per un po’ isolati in osservazione e lo spazio non è mai abbastanza. Cibo, sabbietta, medicinali, ma anche bollette della luce, del gas, dell’acqua finiscono per avere costi annui più alti di quanto viene stanziato dal Comune, tanto che la situazione debitoria del Gattile è pesante. Ci sono mici che hanno storie struggenti e ciononostante sono pieni di fiducia. Troppi ancora non si preoccupano di sterilizzare i propri mici e pretendono siano gli altri a farsi carico delle cucciolate, qualcuno abbandona gatta e micini davanti al cancello di ingresso, altri arrivano con gatti di cui vogliono disfarsi asserendo di averli trovati. A fronte di questi avvilenti comportamenti, ci sono persone come Piera (la responsabile) e altre volontarie (curiosamente tutte donne) che dedicano ogni momento libero alla cura di gattini e gattoni abbandonati. E riconciliano un po’ con l’umanità.

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